Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 11 marzo 2014 alle ore 11:08.
L'ultima modifica è del 11 marzo 2014 alle ore 18:40.

My24

Il Consiglio Supremo di Crimea, il parlamento regionale della penisola ucraina a maggioranza russa, ha adottato una dichiarazione a sostegno dell'indipendenza della regione dall'Ucraina e l'intenzione di entrare nella Federazione russa. «La Crimea come Stato sovrano indipendente dopo il referendum si rivolgerà alla Federazione Russa con la proposta di adesione come soggetto» ha detto un funzionario del Parlamento di Crimea. Secondo questa fonte, la decisione entra in vigore immediatamente dopo la sua adozione.
Anche la via diplomatica è bloccata. Il segretario di Stato americano John Kerry ha declinato un invito a Mosca fin quando la Russia rimarrà sulle sue posizioni. Negli ultimi cinque giorni il premier ucraino Yatsneniuk non è riuscito a mettersi in contatto né con il presidente Vladimir Putin né con il primo ministro Dmitry Medvedev. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha oggi definito l'azione della Russia nella penisola ucraina della Crimea come «un'annessione». «La Russia ha effettivamente rubato la penisola, anche se si può parlare di annessione», ha poi aggiunto nel corso di una riunione con il suo partito.

Voli cancellati a Simferopoli
Voli per Kiev e Istanbul cancellati stamani da Simferopoli, partono solo gli aerei per Mosca. Lo si legge sul sito dello scalo della capitale della Crimea. E sono state rafforzate le misure di sicurezza, e i controlli. Stop anche ai traghetti dalla Russia verso Kerch, a causa delle cattive condizioni meteo e del mare in burrasca. Bloccati i cieli e il principale strumento di

Yanukovich: «Sono il legittimo presidente»
«Le nuove autorità ucraine vogliono mettere l'esercito sotto la bandiera di Bandera (il controverso eroe nazionale ucraino che collaborò con i nazisti, ndr) vogliono scatenare una guerra civile e intendono dare le armi in mano a militanti»: lo ha detto il deposto presidente ucraino Yanukovich in una conferenza stampa a Rostov sul Don.

L'ex presidente ritiene «assolutamente illegittime»le prossime presidenziali in Ucraina e ha annunciato a Rostov sul Don che «appena le circostanze me lo consentiranno, tornerò a Kiev». «Sono l'unico presidente legittimo dell'Ucraina e continuo ad essere il comandante in capo dell'Esercito», ha aggiunto Yanukovich.

Bruxelles apre all'export ucraino
La Commissione europea ha deciso di aprire unilateralmente le porte all'export ucraino. Lo hanno comunicato il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, ed il Commissario al commercio, Karel De Gucht. L'apertura vale 500 milioni di euro l'anno ed è solo «il primo passo» del pacchetto di aiuti, ha detto Barroso. La prossima settimana, annuncia Barroso, darà il via libera al "sostegno macrofinanziario da un miliardo di euro" per l'Ucraina preparato dai servizi del vicepresidente Olli Rehn.

Putin, popolarità alle stelle
La linea dura sull'Ucraina fa schizzare la popolarità di Putin a quasi il 70%, livello vicino a quello del 2012, quando fu rieletto per il terzo mandato presidenziale. Secondo un sondaggio di fine febbraio da parte del centro Levada (indipendente), il 69% approva la politica del leader del Cremlino, (+9% rispetto ad un anno fa) mentre il 30% la disapprova (contro il 35% del febbraio 2013). Percentuali analoghe sono state registrate anche da Vtsiom, istituto considerato vicino al potere: il 68% concorda con la linea di Putin. Secondo gli analisti, determinante la propaganda televisiva e l'esaltazione della stabilità russa in contrapposizione all'anarchia ucraina.

La Francia minaccia sanzioni
Intanto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha minacciato nuove sanzioni già «da questa settimana» contro la Russia se non arriveranno risposte positive alle richieste di mitigare la situazione di tensione in Ucraina. Lo ha riferito l'emittente radiofonica France inter.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi