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Questo articolo è stato pubblicato il 12 marzo 2014 alle ore 10:48.
L'ultima modifica è del 12 marzo 2014 alle ore 11:37.

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Ed Miliband (Epa)Ed Miliband (Epa)

«Crediamo fermamente che il futuro della Gran Bretagna sia all'interno dell'Unione Europea»: con queste parole oggi il leader laburista Ed Miliband annuncia la strategia del suo partito in vista delle elezioni del 2015, che secondo i sondaggi lo vedranno eletto primo ministro.

Miliband sottolinea in particolare le differenze tra i laburisti, uniti in un "approccio costruttivo" e decisi a restare membri attivi e positivi della Ue, e i conservatori, profondamente divisi, negativi e "ossessionati" dalla possibilitá di lasciare l'Unione. In un articolo per il Financial Times che anticipa un importante discorso che terrà oggi, Miliband definisce "arbitraria" e potenzialmente disastrosa la decisione del premier David Cameron di indire comunque un referendum "in/out" nel 2017.

Riconoscendo però che l'opinione pubblica è a favore di un voto che dia voce agli elettori, Miliband si è impegnato a passare una legge che costringerebbe il Governo a indire un referendum "dentro o fuori" se un nuovo trattato trasferisse altri poteri da Londra a Bruxelles. Il leader laburista afferma che questo impegno "offre una chiara scelta agli elettori" ma si affretta a sottolineare che l'ipotesi di una Bruxelles che usurpa poteri a Londra è altamente improbabile. Miliband quindi non esclude un referendum per non apparire poco democratico, ma afferma che di fatto non sarà necessario. La posizione laburista è simile a quella del partito liberaldemocratico, che contempla un voto sulla Ue solo in caso di una ulteriore centralizzazione di poteri nella mani della Commissione.

I conservatori invece garantiscono un referendum indipendentemente da quello che farà Bruxelles, anche se Cameron ha detto che cercherà di cambiare la Ue dall'interno per ottenere le riforme che Londra ritiene necessarie. I Tories ricordano spesso che l'ultima volta che è stato chiesto agli elettori britannici di esprimere un'opinione sull'Europa è stato nel lontano 1975, e che l'ex premier laburista Tony Blair non ha mantenuto le promesse di indire un referendum.

Ukip, il partito che sta ottenendo grandi consensi con la sua politica anti-Ue e anti-immigrazione, chiede invece un referendum immediato per fare uscire la Gran Bretagna dall'Unione europea. Secondo i sondaggi Ukip conquisterà molti voti alle elezioni europee di maggio, sottraendoli ai Tories ma anche ai laburisti.

In linea con l'opinione pubblica britannica che è fortemente critica della Ue, Miliband nel suo discorso oggi sottolinea anche che un futuro Governo laburista chiederebbe alcune riforme della Ue. Le più urgenti, secondo il leader laburista, sono il completamento del mercato unico nei settori dell'energia, dei servizi e dell'economia digitale; l'allungamento del periodo di transizione che permette ai Paesi Ue di limitare l'immigrazione da nuovi Stati membri; e nuove regole che facilitino la deportazione di immigrati che hanno commesso crimini o violato la legge.

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