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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2014 alle ore 16:29.
L'ultima modifica è del 13 marzo 2014 alle ore 19:06.

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(Ansa)(Ansa)

Un aeroporto le ha donato la celebrità, un altro rischia di distruggerle la vita. La bella Federica Gagliardi, nel giugno 2010, scese tra lo stupore e l'ammirazione generale le scalette del volo di Stato che accompagnava l'allora premier Silvio Berlusconi al G8 di Toronto, in Canada. Oggi, è stata arrestata a Fiumicino con 24 chili di cocaina al ritorno da un viaggio in Sud America, probabilmente in Venezuela.

La donna è stata fermata dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Napoli, in collaborazione con i colleghi romani. Era stata soprannominata dalle cronache rosa la «dama bianca» per il colore della mise sfoggiata in occasione del vertice internazionale. All'epoca, Federica aveva 28 anni ed era alla sua prima esperienza all'estero. Lavorava alla Regione Lazio come responsabile dello staff del segretario generale Salvatore Ronghi, ex consigliere regionale della Campania in quota Alleanza nazionale e grande amico (e collega di sindacato) dell'ex governatore Renata Polverini.

Laureata in legge, con un passato da modella, la Gagliardi aveva anche ottenuto un contrattino nell'assessorato al Commercio della seconda Giunta Veltroni tra il 2006 e il 2007. Aveva però da un po' abbandonato la vita politica, come conferma il suo profilo Facebook, dove ancora campeggiano foto di serate in discoteca e di viaggi in giro per il mondo.

Al G8 ci arrivò, si disse, per la improvvisa assenza di una delle segretarie della delegazione su autorizzazione proprio della Polverini, ma i collegamenti e le amicizie che l'avevano proiettata al fianco del premier non sono mai stati svelati.

Per ora, le fasi dell'arresto della donna sono volontariamente tenute nel massimo riserbo dagli inquirenti per non pregiudicare il prosieguo delle indagini. È probabile, infatti, che l'operazione di Fiumicino sia soltanto uno step di una più articolata ed estesa attività investigativa sulle nuove rotte della droga tra le due sponde dell'Atlantico. I finanzieri saranno chiamati, nelle prossime settimane, a chiarire non solo il canale di approvvigionamento dello stupefacente ma anche i possibili collegamenti con la criminalità organizzata, considerato il quantitativo enorme di cocaina sequestrato che, immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe assicurato agli spacciatori e ai loro capi un guadagno di almeno cinque/sei milioni di euro.

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