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Questo articolo è stato pubblicato il 21 marzo 2014 alle ore 06:43.

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ROMA
Dopo le polemiche e la presentazione di un esposto, si muove la magistratura. La Procura di Firenze vuol fare chiarezza sui rapporti tra Matteo Renzi e l'amico-consigliere Marco Carrai, che per quasi tre anni, dal marzo 2011 al gennaio scorso, ha pagato l'affitto di un appartamento in via degli Alfani, nel centro di Firenze, in cui aveva trasferito la residenza proprio l'ex sindaco del capoluogo toscano, oggi presidente del Consiglio. Renzi utilizzava l'appartamento quando decideva di non tornare nella casa di famiglia a Pontassieve, distante poco più di mezz'ora. Un appartamento, quello di via degli Alfani, che, secondo quanto affermato ieri sera in una nota dell'ufficio stampa di Renzi, «è stato per alcuni anni la casa di Marco Carrai, pagata dallo stesso Carrai» e «non la casa di Renzi pagata da altri». Renzi in questi anni - precisa la nota - «ha vissuto a Pontassieve» con la famiglia e «ha usufruito in alcune circostanze dell'ospitalità di Carrai» a Firenze.
Il fascicolo aperto nei giorni scorsi dal procuratore fiorentino Giuliano Giambartolomei, che per adesso non ha indagati né ipotesi di reato, punterà a chiarire se ci sia una relazione tra l'ospitalità data da Carrai a Renzi e gli incarichi ricevuti da Carrai in società e enti partecipati dall'Amministrazione comunale, guidata dallo stesso Renzi, tra cui quello di amministratore delegato della Firenze Parcheggi (per tre anni e mezzo, dal 2010 all'ottobre 2013), e quelli attuali di presidente di Adf-Aeroporto di Firenze (dal 9 maggio 2013), di membro del cda dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze e di membro del cda del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux. L'elemento nuovo, che si è aggiunto negli ultimi giorni, è quello temporale: la firma della locazione per l'appartamento di via degli Alfani - come dimostra il contratto fatto avere da Carrai al quotidiano Libero, che per primo ha denunciato l'ospitalità gratuita - è stata fatta proprio nel marzo 2011, dunque in occasione del trasferimento di residenza in quella casa dell'ex sindaco (che aveva lasciato una mansarda di via Malenchini, costo mille euro al mese, che non poteva più permettersi), e non precedentemente.
Ieri l'avvocato Alberto Bianchi, che tutela gli interessi di Carrai, ha provato ad allontanare il sospetto che l'appartamento fosse stato preso in affitto ad hoc per Renzi: «Quella casa non è stata presa in affitto da Carrai per Renzi, ma per se stesso, mentre Renzi vi si appoggiava, per evidente praticità, quando ne aveva bisogno». La versione coincide con quanto afferma l'ufficio stampa di Renzi nella nota.
L'apertura del fascicolo d'indagine è avvenuta, con tutta probabilità, a seguito del secondo esposto presentato alla Procura di Firenze il 13 marzo scorso dal pratese Alessandro Maiorano, dipendente del Comune di Firenze, che da tempo ha avviato una battaglia contro Renzi (che lo ha querelato per diffamazione) per denunciare i presunti sprechi dell'ex sindaco quando era presidente della Provincia di Firenze, tra il 2004 e il 2009. La Corte dei Conti ha chiesto l'archiviazione di un'indagine aperta per un presunto danno erariale causato da Renzi per aver messo in aspettativa alcuni dirigenti provinciali poi assunti come manager privati, ma il 24 settembre prossimo Renzi dovrà comparire di nuovo di fronte alla magistratura contabile perché alcuni degli indagati hanno chiesto l'integrazione del contraddittorio.
Nell'esposto dei giorni scorsi relativo alla casa fiorentina di Renzi, Maiorano ha chiesto, in particolare, di accertare da dove sono arrivati i soldi utilizzati per pagare l'affitto dell'appartamento di via degli Alfani (900 euro al mese in un primo momento, poi saliti a 1.200). Ora il procuratore affiderà il fascicolo a un sostituto, per capire se quest'intreccio di relazioni tra Renzi e Carrai presenta ipotesi di reato.
Nel frattempo vengono alla luce i tanti contatti di lavoro avuti dai due: Carrai, imprenditore e manager, è presidente di D&C srl, società che possiede il 50% di Crossmedia che ha ricevuto nel 2011 dall'associazione dei musei comunali l'appalto del servizio di audio e videoguide per i visitatori di Palazzo Vecchio; sempre Carrai è presidente della Fondazione Open, ex Bing Bang da lui fondata nel 2012, che ha gestito i finanziamenti delle campagne elettorali di Renzi.
L'ultima polemica è relativa alla mostra su Pollock e Michelangelo, che si svolgerà in Palazzo Vecchio e che è stata curata tra gli altri dalla fidanzata di Carrai, Francesca Campana Comparini.
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