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Questo articolo è stato pubblicato il 24 marzo 2014 alle ore 08:43.

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Dario Nardella, vicesindaco di Firenze e uno degli aspiranti candidati a sindaco, vota per le primarie del PD a Firenze. (Ansa)Dario Nardella, vicesindaco di Firenze e uno degli aspiranti candidati a sindaco, vota per le primarie del PD a Firenze. (Ansa)

Sono state primarie senza brividi, quelle che il Pd ha organizzato ieri, domenica 23 marzo, per la scelta del sindaco di Firenze: a vincere – come da pronostico - è stato Dario Nardella, 38 anni, attuale vicesindaco-reggente di Palazzo Vecchio, scelto da Matteo Renzi dopo la sua "partenza" per Roma (proprio oggi il Consiglio comunale voterà la decadenza del premier da sindaco). Nardella ha ottenuto l'83% dei voti, mentre gli sfidanti Iacopo Ghelli e Alessandro Lo Presti si sono fermati rispettivamente al 9% e all'8 per cento.

Scarsa l'affluenza al voto nelle 45 sezioni elettorali: i votanti sono stati 11.500, meno dei 15mila indicati in un primo momento dallo stesso Nardella come livello minimo per evitare delusioni, numero poi prudentemente ridimensionato attorno a quota 10mila. In ogni caso, Nardella ha definito l'affluenza «molto buona, in linea con le primarie del Parlamento» (13mila votanti), e ha parlato di «grande risultato anche alla luce del fatto che pioveva e giocava la Fiorentina».

«Con Renzi il rapporto è molto forte e io ne farò tesoro nell'interesse dei fiorentini», ha poi aggiunto il candidato sindaco del Pd, che non ha potuto contare sul voto del suo grande sponsor: Renzi, che ha trascorso la domenica nella sua casa di Pontassieve, non ha potuto contribuire alla vittoria di Nardella perché – pur essendo iscritto a un circolo Pd a Firenze – non è più residente nel capoluogo toscano. Dal 23 gennaio scorso l'ex sindaco ha infatti ri-trasferito la residenza a Pontassieve, dove abita la famiglia, dopo che è scoppiata la polemica sull'ospitalità datagli per quasi tre anni dall'amico-consigliere Marco Carrai nell'appartamento da questi preso in affitto in via degli Alfani 8 a Firenze (dove Renzi ha mantenuto la residenza dal marzo 2011 al gennaio 2014).

Le primarie Pd, precedute da una campagna elettorale breve (iniziata dopo la nomina di Renzi a premier) e dallo scarso appeal, sono servite a dare un'investitura popolare al candidato chiamato a succedere al "rottamatore", che aveva già voluto Nardella come suo vice nel 2009, ruolo mantenuto fino all'elezione a deputato nel febbraio 2013 dopo aver vinto le primarie per la scelta dei parlamentari. Ora che ha vinto anche le primarie per il candidato sindaco, Nardella mette i puntini sulle i: «Mi auguro che nessuno parli più di me come catapultato». E assicura: «Non sarò il clone, la bella o la brutta copia di Matteo Renzi, perché non ho bisogno di gareggiare con lui: dovrò soltanto assicurare ai fiorentini una guida forte e autorevole perché oggi Firenze è diventata, di fatto, una capitale politica del Paese». Nelle elezioni comunali del 25 maggio sembra avere già la strada spianata.

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