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Questo articolo è stato pubblicato il 25 marzo 2014 alle ore 11:00.
L'ultima modifica è del 25 marzo 2014 alle ore 17:04.

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«L'euroscetticismo si combatte con la politica e non con la tecnocrazia. Serve una politica per la crescita che si ottiene solo mettendo al centro il ruolo della manifattura e la rinascita industriale». Ad affermarlo, commentando gli esiti del voto francese, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, stamattina a Milano, a margine del convegno su «Nuovo Bilancio Ue per il Rinascimento industriale europeo».

Per poter investire con successo una quota dei 150 miliardi di euro stanziati dalla Ue per gli investimenti industriali serve però che «Il ministero per lo Sviluppo economico e il Governo traducano - ha detto Squinzi - in atti concreti gli indirizzi di politica industriale».

Sul Governo: ad oggi visto solo decreto lavoro
Sull'operato complessivo del governo, Squinzi tende una mano con cautela: «Siamo in attesa di vedere atti concreti. Abbiamo visto il decreto sul lavoro nella formulazione finale del ministro per il Lavoro Poletti e ci trova d'accordo».

Il provvedimento europeo sul «made in»
Intanto, a metà aprile, l'Europarlamento voterà il provvedimento sul "made in" che non trova però un accordo al Consiglio Ue. Se ne riparlerà con la nuova legislatura. «Il dibattito sulla lingua in cui brevettare è una battaglia di retroguardia. Io stesso, da imprenditore, penso i brevetti della mia azienda direttamente in inglese. Abbiamo perso la partita della lingua sul brevetto Ue - ha detto Squinzi - forse, proprio per questo, avremmo potuto ottenere qualcosa di più sul "made in"».

A maggio sarà reso noto il pacchetto per l'abbattimento dei costi energetici
A margine del convegno è intervenuta anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi: «Le sollecitazioni di Squinzi sono un giusto pungolo per il governo. Tra qualche settimana - ha detto - vedrà concretizzarsi gli impegni presi coi tempi dettati dal presidente Renzi. Dal 1 maggio sarà reso noto il pacchetto per l'abbattimento dei costi energetici. Il governo si è preso l'impegno di promuovere un industrial compact italiano per raggiungere la quota del 20% di Pil manifatturo entro il 2020. Dateci qualche settimana di tempo per produrre provvedimento consistenti».

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