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Questo articolo è stato pubblicato il 08 aprile 2014 alle ore 19:25.
L'ultima modifica è del 24 aprile 2014 alle ore 22:05.

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La commissione Giustizia della Camera ha ottenuto un via libera unanime al testo base che riguarda il divorzio breve. Lo ha annunciato la correlatrice Alessandra Moretti (Pd) esprimendo «soddisfazione per questo primo, importante passo nell'iter del divorzio breve». Il testo, che mette insieme le proposte della democratica Alessandra Moretti e di Luca D'Alessandro(Fi), ha avuto «l'ok di tutte le parti politiche in Commissione», ha sottolineato la Moretti.

La tabella di marcia
Ecco la tabella di marcia. «I termini per la presentazione degli emendamenti scadono alla fine di questo mese e il 24 aprile ci saranno le audizioni - ha dichiarato Moretti- se andiamo di questo passo sono fiduciosa che il testo possa approdare in aula entro maggio», augurandosi che il percorso di questa legge, «per troppe volte rimandata nelle scorse legislature, possa essere rapido, anche grazie all'accordo preso dai presidenti di Camera e Senato che hanno previsto tempi stretti per la calendarizzazione del provvedimento».

Cosa prevede il testo
Il testo base prevede che il divorzio breve intercorre a «dodici mesi dal deposito della domanda di separazione», mentre oggi servono tre anni. Nelle separazioni consensuali dei coniugi, in assenza di figli minori, il termine «è di nove mesi». Innovazione importate il fatto che la decorrenza del tempo non partirebbe dalla prima udienza di fronte al presidente del Tribunale, ma dal deposito della domanda di divorzio. Il testo prevede poi, all'articolo 2, che in caso di separazione personale, «la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui, in sede di udienza presidenziale, il presidente autorizza i coniugi a vivere separati».

D'Alessandro: una buona mediazione in commissione
Luca D'Alessandro (Forza Italia), l'altro autore del testo base, ha sottolineato che la commissione ha fatto una buona mediazione che ha messo d'accordo tutti i partiti. «Quello di oggi - ha detto - è un primo, importante passo per il varo di norme moderne e di civiltà».

Rossomando: ora proceda spedito
«Se ne parla da un bel po' di anni ma ora il 'divorzio breve' si sta avviando a essere una realtà», ha commentato Anna Rossomando (Pd) . «Spero che il consenso unanime di oggi - ha dichiarato la deputata - sia il segno che il parlamento ha deciso di compiere finalmente questa scelta, e auspico che l'iter del provvedimento proceda senza intoppi: anche questa é una riforma importante».

Di Salvo: una norma di civiltà
Per la vicepresidente dei deputati di Sel, Titti Di Salvo, firmataria del progetto di legge Sel sul divorzio breve, l'abbreviazione dei tempi per il divorzio è «una norma di civiltà». Per Di Salvo quella di oggi è «una giornata importante per tante coppie in attesa di separarsi e per i loro figli. Finalmente la legge sul divorzio breve ha avuto il consenso unanime dalla commissione Giustizia. Il Parlamento discute di un tema molto sentito e sul quale c'è ormai un consenso trasversale».

Don Gentili (Cei): contro la famiglia
Un netto no al provvedimento che punta a ridurre a un anno i tempi della separazione dai tre attuali, propedeutici all'ottenimento del divorzio, arriva dalla Cei. «Ci auguriamo che i nostri parlamentari, le Commissioni di giustizia, sia della Camera sia del Senato - non so quanto rimarrà - siano molto più favorevoli a leggi a favore della famiglia che contro la famiglia», ha dichiarato don Paolo Gentili, direttore dell'Ufficio Nazionale Cei per la Famiglia, commentando alla Radio Vaticano il disegno di legge. Per don Paolo Gentili
«forme legali di questo tipo andrebbero ancora di più a minare l'istituto del matrimonio, cioè a rendere più difficile la sfida del "per sempre", che continua però ad affascinare tanti giovani, tanti conviventi, tanti che vivono la forma delle unioni di fatto e che però chiedono molto spesso alla Chiesa di offrire l'orizzonte del 'per sempre'».

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