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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2014 alle ore 18:38.
L'ultima modifica è del 11 aprile 2014 alle ore 07:29.

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Silvio Berlusconi (Ansa)Silvio Berlusconi (Ansa)

È durata quasi due ore l'udienza sull'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali per Silvio Berlusconi, che deve scontare un anno di pena dopo la condanna per frode fiscale nel processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset. Il Pg di Milano Antonio Lamanna ha dato il via libera alla richiesta degli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi. «La decisione verrà depositata tra 5-15 giorni, quando sarà notificata farò comunicato», ha detto al termine il presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile de Santis. (redazione online)

di Angelo Mincuzzi
Davanti all'aula al piano terra del palazzo di giustizia di Milano, avvocati e imputati si accalcano in attesa del loro turno. Sembra di essere in un suk, non nell'anticamera del tribunale di sorveglianza. Ma è qui che alle 17 si decide il destino di Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio, ex cavaliere e leader di Forza Italia, condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset. Tre dei quattro anni sono stati coperti dall'indulto.

Ne resta, dunque, da scontare uno, anzi 10 mesi e 15 giorni, visto che dopo sei mesi di pena è previsto uno sconto automatico di 45 giorni. In una memoria difensiva consegnata ai giudici del tribunale di sorveglianza, Berlusconi ha chiesto di essere affidato ai servizi sociali e di scontare i 10 mesi e 15 giorni lavorando per un centro per disabili fisici e psichici in una cascina nell'hinterland milanese che un'associazione benefica sta finendo di costruire. Berlusconi si dice sicuro di potersi impegnare nel ruolo di motivatore di soggetti rassegnati alla disabilità, per favorire studi sul tema e contribuire alle attività all'aperto.

In molti casi i condannati ottengono l'affidamento senza dover osservare nessun programma specifico di recupero. Hanno soltanto l'obbligo di incontrarsi periodicamente con un assistente sociale dello Uepe (l'Ufficio esecuzione penale esterna che si occupa dei condannati in affidamento ai servizi sociali), e possono dunque agire con una libertà quasi totale, sottoposta solo ad alcuni vincoli: l'obbligo di restare in casa tra le 11 di sera e le 6 del mattino, non frequentare pregiudicati e tossicodipendenti, non poter andare all'estero, non uscire dalla regione dove si ha il domicilio. Insomma, se così fosse, Berlusconi conserverebbe dei magini molto ampi per potersi occupare dell'attività politica. Non potrebbe andare all'estero (e del resto dopo la condanna definitiva in Cassazione gli era stato ritirato il passaporto) ma potrebbe ottenere dei permessi per partecipare a comizi e incontri politici anche in altre regioni.

Ma anche la proposta formulata nella memoria difensiva (l'impegno nel centro per disabili), se accolta dal tribunale di sorveglianza, lascerebbe a Berlusconi ampi margini per impegnarsi nell'attività politica. E dunque nel pomeriggio il tribunale deciderà se accogliere la richiesta, oppure affidare il leader di Forza Italia a un'altra struttura stabilita dall'Uepe. Potrebbe anche (ma l'ipotesi viene considerata remota) decidere di respingere la richiesta di affidamento e obbligarlo a scontare la pensa residua agli arresti domiciliari.

Il tribunale è composto dal presidente Pasquale Nobile de Santis, dal giudice relatore Beatrice Crosti e da due esperti onorari: la sociologa e mediatrice penale Federica Brunelli e la criminologa Silvia Guidali. L'accusa sarà rappresentata dal sostituto procuratore generale della Corte d'Appello Antonio Lamanna. A difendere Berlusconi ci saranno invece gli avvocati Angela Maria Odescalchi (sostituto processuale di Niccolò Ghedini) e Michela Andresano.

La decisione potrebbe essere presa anche questa sera ma quasi sicuramente verrà comunicata nei prossimi giorni. Le udienze sono di solito veloci. Anzi rapidissime. Prima di Berlusconi, è previsto l'esame di altri 58 casi. Dalle nove del mattino alle 14,30 una media di quasi dieci casi all'ora, uno ogni sei minuti. Davanti alla porta del tribunale di sorveglianza i 59 nomi dell'udienza di oggi sono trascritti su tre fogli appesi alla porta di legno. Davanti, il suk di avvocati e condannati che attendono il loro turno. Ma alle 17 Berlusconi, salvo sorprese improbabili, non sarà tra loro.

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