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Questo articolo è stato pubblicato il 14 maggio 2014 alle ore 09:10.
L'ultima modifica è del 14 maggio 2014 alle ore 20:54.

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Sono in corso in Procura a Milano gli interrogatori dell'imprenditore vicentino Enrico Maltauro e dell'ex segretario ligure dell'Udc Sergio Cattozzo, finiti in carcere giovedì scorso assieme all'ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, all'ex funzionario del Pci Primo Greganti, all'ex senatore del Pdl Luigi Grillo e all'ormai ex manager di Expo, Angelo Paris.

Maltauro ricostruisce davanti al Pm sistema tangenti
Enrico Maltauro, l'imprenditore vicentino arrestato nei giorni e interrogato oggi, ha confermato pienamente il sistema della "Cupola degli appalti". Il verbale dell'interrogatorio, durato 9 ore, è stato secretato. Maltauro avrebbe ribadito, come già fatto davanti al gip durante l'interrogatorio di garanzia, di aver vissuto una esperienza analoga a quella di Mani pulite, quando collaborò quasi subito con i magistrati dopo essere stato arrestato e aiutò i pubblici ministeri a ricostruire le loro ipotesi di accusa. Quanto a Cattozzo, ritenuto il presunto "corriere" delle tangenti per appalti Expo, Sogin e nella sanità lombarda, i legali si sono limitati a dire «sta chiarendo».

Le rivelazioni
Entrambi già negli interrogatori davanti al gip di lunedì scorso hanno fatto le prime ammissioni: Maltauro ha raccontato di aver versato soldi in relazione alle presunte gare pilotate a suo favore, anche se ha inquadrato i fatti in un diverso contesto giuridico e ha escluso di aver fatto parte dell'associazione per delinquere; Cattozzo, invece, ha spiegato che nei post-it che gli sono stati trovati durante l'arresto ha segnato la contabilità delle mazzette.

Maltauro e le tangenti da 490mila euro
Nel 2013 le presunte "stecche" versate in contanti dall'imprenditore Maltauro si sarebbero aggirate sui 490 mila euro, quest'anno, invece, il cash sarebbe stato di 100 mila euro: sono queste, in particolare, le cifre che Cattozzo aveva segnato sui post-it. Post-it su cui, come ha confessato al gip, aveva annotato anche date, nomi con le iniziali puntate e percentuali: lo 0.3 o lo 0.5% sul valore dell'appalto. Da questi due interrogatori gli inquirenti si attendono conferme all'impianto accusatorio.

Il compagno G: preparo un memoriale per difendermi
Primo Greganti, l'ex funzionario del Pci arrestato giovedì, ha fatto sapere tramite il suo avvocato che intende «preparare un memoriale» per difendersi dalle accuse. Il difensore ha chiarito che il "compagno G" sta leggendo le carte delle indagini in carcere. Per Greganti già arrestato ai tempi di Tangentopoli, ha aggiunto l'avvocato, «il carcere è sempre un'esperienza traumatica». Il difensore, inoltre, ha chiarito che al momento non ha presentato richiesta per un interrogatorio davanti ai pm né ha ricevuto una convocazione da parte degli inquirenti. Davanti al gip, lunedì scorso, Greganti si era difeso dalle accuse spiegando che l'unico suo "interesse" era seguire alcuni imprenditori «nella filiera del legno» e in questo senso si era messo anche in relazione all'Expo perché alcuni padiglioni «dovrebbero essere realizzati in legno».

Lo scontro all'interno della procura di Milano
Intanto è scontro duro all'interno della procura di Milano, con il responsabile Edmondo Bruti Liberati che ha accusato il procuratore aggiunto Alfredo Robledo di aver intralciato le indagini.

Renzi: interdizione dai pubblici uffici per chi prende tangenti
«Sull'Expo non solo andiamo avanti, ma giochiamo il Jolly», ha assicurato Renzi, nel corso della conferenza stampa in Prefettura a Napoli. Ieri il premier ha invocato per i corrotti l'interdizione a vita dai pubblici uffici.

Torna in campo il ddl anticorruzione
Sull'onda dell'indignazione provocata dall'esito delle inchieste giudiziarie per Expo, il Senato accelera sulle norme anticorruzione, finite nel cassetto della Commissione Giustizia dal 15 marzo, quando, l'attuale presidente del Senato, Pietro Grasso, nel suo unico giorno da semplice senatore, depositò un disegno di legge organico contro i corrotti. Dando vita così alla prima volta di un disegno di legge che porta il nome del presidente in carica. A chiedere per primi l'immediata calendarizzazione delle norme anticorruzione, dopo la sollecitazione di domenica scorsa di Grasso ad approvare nuove norme, è stato il capogruppo del M5S Maurizio Buccarella. Ma la richiesta è stata condivisa subito da tutti gli altri gruppi, a cominciare dal Pd. «Concordo totalmente con lo spirito e con la richiesta di Buccarella», dice il presidente dei senatori Luigi Zanda.

Cantone: il premier mi ha promesso più poteri
Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, chiamato da Renzi a seguire i lavori dell'Expo, in un'intervista ad Avvenire ha detto di aver chiesto al presidente del Consiglio «più poteri e uomini di qualità. Mi ha detto di sì, e mi ha promesso che lo farà in tempi brevi. Su quali saranno questi poteri siamo ancora in alto mare, ma sono ottimista».

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