Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 22 maggio 2014 alle ore 17:30.

My24
(Epa)(Epa)

Una grande zona economica franco-tedesca, la revisione del trattato di Schengen, una drastica riduzione delle competenze dell'Unione europea. Sono queste le principali proposte avanzate da Nicolas Sarkozy in un intervento pubblicato dal settimanale Le Point (e dal quotidiano tedesco Die Welt) alla vigilia delle elezioni europee (in Francia si voterà domenica, come in Italia) e che segna il vero ritorno sulla scena politica dell'ex presidente (e probabile candidato della destra alle presidenziali del 2017).
Sulla necessità di difendere il progetto europeo, Sarkozy non ha dubbi: «Volere la distruzione dell'Europa significa mettere in pericolo la pace sul continente. Non dobbiamo permettere a nessuno di distruggere questo tesoro».
Ma l'ex presidente passa rapidamente al capitolo delle critiche, che sembrano in gran parte finalizzate a contrastare le posizioni dell'estrema destra del Front National. Che secondo i sondaggi dovrebbe contendere la vittoria alla destra moderata dell'Ump.
Sarkozy dedica infatti particolare attenzione al tema dell'immigrazione, riconoscendo «il chiaro fallimento della questione essenziale dei flussi migratori». Propone quindi di «sospendere immediatamente Schengen I e di sostituirlo con uno Schengen II al quale i Paesi europei potranno aderire solo dopo aver adottato una identica politica in tema d'immigrazione».
Dopo aver difeso l'Europa a due velocità, l'ex presidente rilancia fortemente l'asse franco-tedesco, quel Merkozy di cui a suo tempo si è tanto parlato, e immagina «la creazione di una grande zona economica tra i due Paesi». Che dovrebbe «permettere alla Francia di difendere meglio i propri interessi di fronte alla concorrenza tedesca». E alla coppia di «assumere decisamente la leadership dei 18 Paesi dell'Eurozona».
Sarkozy ritiene infine necessario che venga restituita agli Stati «almeno la metà delle attuali competenze europee». «L'Unione – scrive l'ex presidente – deve occuparsi di non più di una decina di politiche» comuni, come l'industria, l'agricoltura e l'energia. Lasciando che su molti dei temi oggi appannaggio di Bruxelles faccia premio il principio di sussidiarietà.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi