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Questo articolo è stato pubblicato il 07 giugno 2014 alle ore 08:18.
L'ultima modifica è del 19 giugno 2014 alle ore 15:54.

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Per l'occasione è stato scomodato anche un premio Oscar, Nicola Piovani, che ha ripensato e riscritto la "copertina" musicale. «Quando mi hanno chiesto di scrivere 60-90 secondi di musica per il Tg1 sono stato onorato». E visto che la musica deve fare da sottofondo e accompagnamento ai titoli delle news, imprevedibili per definizione, «ho pensato a due notizie, di segno opposto. L'Italia campione del mondo, ma anche – dice poi ridendo il maestro Piovani – alla mia dipartita».
L'appuntamento è per lunedì, alle 20, quando entrerà in scena il Tg1 completamente digitalizzato. Uno switch off che c'è stato a fine 2012 per il Tg2; pochi giorni fa per il Tg3, e che lunedì raggiungerà il Tg dell'ammiraglia Rai, leader per share (a maggio l'edizione delle 20 si è attestata al 22,87% secondo i dati Auditel elaborati dallo studio Frasi), ma con qualche acciacco (a maggio l'audience media del Tg delle 20 è scesa sotto i 5 milioni).

«È un ulteriore passo verso la full digital media company che sarà la Rai del futuro», ha detto durante la presentazione alla stampa il direttore generale di Viale Mazzini, Luigi Gubitosi, parlando dello studio come del «più moderno che ci sia, forse solo la Cnn ne ha uno migliore». Di certo, «siamo a metà del guado», ha specificato il dg Gubitosi. Da settembre toccherà alla Tgr, con un percorso in più tappe, poi sarà la volta di Rainews 24, Rai Parlamento e Rai Sport, per un cammino che durerà fino al 2019. Solo allora, con lo switch off di Rai Parlamento e Rai Sport (nel 2016) e la digitalizzazione delle Teche arriverà a conclusione un processo per il quale sono stati messi sul piatto, complessivamente 186 milioni di euro. Solo per i telegiornali delle tre reti Rai lo sforzo economico si è attestato sui 40 milioni.

«La Rai è già oggi molto diversa da quella che abbiamo conosciuto», ha detto Gubitosi. E molto diverso, anche grazie alle possibilità date dal digitale sarà il modo di lavorare. Da settembre, per esempio, proprio il Tg di Rai 1 avvierà la sperimentazione sulla possibilità di inviare attraverso il tablet immagini e servizi pronti per la messa in onda. E questo è solo l'esempio più estremo degli scenari che si aprono grazie alle nuove tecnologie.
Un aspetto, quest'ultimo, su cui molto ha insistito il direttore del Tg1, Mario Orfeo. «Ci sarà la possibilità – ha detto – di mandare in onda notizie praticamente in tempo reale», grazie a una rivoluzione non solo tecnologica evidentemente: «Ci sarà anche un differente modo di raccontare, perché la tecnologia modifica il modo di riferire una notizia. E l'intero processo di preparazione è stata un'esperienza importante dal punto di vista umano e professionale, la Rai ha dimostrato di essere una squadra ricca di giocatori».

@An_Bion

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