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Questo articolo è stato pubblicato il 12 giugno 2014 alle ore 12:53.
L'ultima modifica è del 12 giugno 2014 alle ore 19:39.

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La Sampdoria passa ufficialmente nelle mani di Massimo Ferrero, noto produttore cinematografico che tra gli altri ha realizzato i film del regista Tinto Brass. Dopo dodici anni, dunque, la famiglia Garrone passa la mano, chiudendo una trattativa lampo per la cessione del club. Le voci su un passaggio di proprietà, uscite nelle ultime ore, hanno trovato conferma nella conferenza stampa convocata da Edoardo Garrone, ormai ex presidente dei blucerchiati. "Inseguo questo sogno da due anni e mezzo", ha dichiarato Ferrero, presentato ufficialmente allo Star Hotel di Genova come nuovo proprietario della Sampdoria.

I contatti, iniziati qualche mese, fa si sono intensificati solo di recente con Edoardo Garrone, come confermato dallo stesso durante la conferenza stampa. Dell'approdo di Ferrero come nuovo presidente ne aveva dato anticipazione nella mattinata Paolo Mantovani, ex presidente blucerchiato dal 1993 al 2000 e figlio di Paolo Mantovani, indimenticato presidente dello scudetto: "Benvenuto a Massimo Ferrero! Ma ancora più importante grazie ai nostri Presidenti Duccio, Edoardo e a tutta la famiglia Garrone. Forza Samp", così ha scritto su twitter.

Dopo poco più di un anno di presidenza, dunque, Edoardo Garrone trova un acquirente per il club genovese. Subentrato al padre Riccardo a causa della malattia, Edoardo Garrone ha proseguito l'attività della famiglia all'interno della Sampdoria, acquistata nel 2002 sull'orlo del fallimento e portata dapprima in serie A, poi successivamente in Europa, con la qualificazione ai preliminari della Champions League nel 2010 come punto massimo della loro gestione. "Ho l'orgoglio di poter dire che è come se avessimo salvato due volte la Sampdoria: l'ha fatto mio padre nell'11 gennaio 2002; l'ho fatto io, d'accordo con la mia famiglia, quattro anni fa", ha dichiarato Edoardo Garrone, sottolineando come la cessione del club in mani affidabili fosse già dal suo insediamento un obiettivo primario. "Avevo preso un impegno con mio padre e con la mia famiglia: mettere la Sampdoria in sicurezza e cercare una soluzione per passare la mano", ha proseguito Garrone.

Ad oggi, Garrone lascia una Sampdoria finanziariamente solida. Il club blucerchiato ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2013 con un rosso da 13,4 milioni di euro a fronte di una perdita di 38 milioni dell'anno precedente, con un balzo del fatturato dai 32,4 milioni del 2012 (in cui si registrava anche l'ultima parte della stagione in serie B) ai 66,9 milioni del 2013. Il club ha inoltre avviato i progetti sul nuovo stadio e sul rifacimento del centro sportivo di Bogliasco.

"In sette anni si sono proposte diverse persone, ma nessuna offerta credibile. È avvenuto pochi mesi fa, con una discrezione che piace a me e alla mia famiglia. Ferrero ha mostrato serietà, concretezza e determinazione. Mi ha anche convinto che farà bene. Io garantirò tutto il mio appoggio", è con queste parole che termina ufficialmente l'era Garrone ed inizia quella Ferrero per la Sampdoria, che adesso sogna nuovi colpi sul mercato, magari rivivendo i fasti delle ultime due ere. "Sono molto felice, sono molto ispirato e farò di tutto, ma non è possibile imitare persone come Mantovani e Garrone. Sono persone inimitabili, sono persone che sarebbe opportuno studiare, uomini che hanno fatto l'Italia", ha precisato Ferrero, che però lascia la porta aperta ad un possibile colpo di mercato per infiammare la piazza: "Sono arrivato oggi e abbiamo seguito alla perfezione il protocollo. Sui programmi ci aggiorniamo alla prossima conferenza. Riportare Cassano alla Sampdoria? Dobbiamo chiederlo al nostro allenatore, perché no. Se non sarà lui, sarà un altro".

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