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Mollo tutto e mi prendo un gap year? Perché un anno sabbatico può fare bene (anche a università e lavoro)

Per gli indecisi tra maturità e laurea triennale, un anno di viaggi ed esperienze fuori dall'Italia può essere il miglior investimento sul futuro. Cinque consigli per sfruttarlo al meglio

1. Mollo tutto e mi prendo un gap year?/Che cosa è, quanto dura

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(Fotolia)

Viaggi, cresci, torni. Indeciso sul futuro? Il gap year, il nostro anno sabbatico, è tra le alternative più quotate nel resto d'Europa e del mondo alle iscrizioni pro forma (e senza convinzione) sui banchi dell'università. Volontariato in Sud America, lavoro a Berlino, scarpinate solitarie con zaino in spalla e risparmi accumulati prima della partenza... Le suggestioni sono tante. Ma, nei fatti, cosa significa ritagliarsi un "anno libero" dopo il diploma di maturità o laurea triennale? «Può essere un'esperienza di viaggio, di lavoro, di volontariato. Per considerarsi tale, dovrebbe durare da un minimo di 3 mesi in su» spiega Alice Riva, fondatrice della onlus di volontariato internazionale e cooperazione allo sviluppo Gap Year. Solo nel Regno Unito, tra le patrie del fenomeno, i "gappers" stimati nel 2013 superavano i 2,5 milioni. In Italia se ne parla molto meno... «È vero, ma sta crescendo: dal 2008 ad oggi, il numero di persone che parte con le nostre attività di volontariato cresce fino al 20% l'anno» spiega Riva.

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