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Questo articolo è stato pubblicato il 03 luglio 2014 alle ore 14:14.
L'ultima modifica è del 03 luglio 2014 alle ore 18:35.

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(Epa)(Epa)

Un passaggio storico per la Germania. «Un momento di grande gioia» ha esultato il ministro del Lavoro, Andrea Nahles, socialdemocratica. «Dopo dieci anni di discussioni, dopo dieci anni di scontri, oggi approviamo il salario minimo» ha detto Nahles al Bundestag, il Parlamento tedesco, che in meno di tre mesi ha dato via libera, con 535 voti favorevoli su 601, al disegno di legge presentato dal governo in primavera.

«Il salario minimo si applicherà ora, in tutta la Germania, a Est e a Ovest, a tutti i lavoratori - ha continuato il ministro - e finalmente introdurrà stipendi dignitosi per milioni di persone che pur avendo lavorato diligentemente sono state sottopagate». Secondo le stime del governo il settore dei salari bassi, inferiori agli 8,50 euro all'ora lordi introdotti dalla nuova legge, riguarda quasi quattro milioni di lavoratori. Con una percentuale alta a Est dove tra il 25 e il 30% dei dipendenti sarà interessato dalla riforma e bassa nei land dell'Ovest dove riguarda solo il 10-15% della forza lavoro.

È una vittoria significativa che la Spd può rivendicare in "solitaria" davanti agli elettori perché il capitolo del salario minimo è stato inserito nel Patto di grande coalizione per volontà della componente socialdemocratica mentre la Cdu di Angela Merkel è sempre stata contraria preferendo puntare sull'autonomia delle parti sociali. Ma l'Spd di Sigmar Gabriel e Peer Steinbrueck, candidato sconfitto alla cancelleria, ne hanno fatto un punto fondamentale della campagna elettorale, anche al fine di riconquistare voti del proprio elettoralto tradizionale andati perduti in anni di politiche del lavoro dominate dalla flessibilità.

Le eccezioni al salario minimo - che si applicherà a partire dal 1° gennaio 2015 - saranno minime come ha sottolineato con enfasi il ministro Nahles che però ha dovuto accettare alcune estensioni rispetto al testo inziale. Ci sarà un periodo di transizione di due anni per alcune categorie (gli stagionali, per esempio). Inoltre, i minori di 18 anni potranno ricevere paghe inferiori a 8,50 euro al fine di impedire che costi più elevati limitino le prime assunzioni o il lavoro in apprendistato; eccezione anche per i disoccupati di lungo termine.

Le critiche al provvedimento sono state molte, non solo da parte degli imprenditori. Anche gli analisti hanno paventato impatti negativi sia sui posti di lavoro che, soprattutto, sui costi il cui contenimento ha rappresentanto il principale fattore di competitività del paese. Uno studio di Deutsche Bank stima tra 450mila e un milione i posti a rischio in seguito all'applicazione, sulla stessa linea l'istituto Ifo (900mila) mentre Commerzbank prevede un aumento del costo del lavoro superiore all'1% nel corso del 2015, primo anno di applicazione della legge.

Ma la componente socialdemocratica del governo di grande coalizione ha tirato dritto e la Cdu ha onorato il patto. Togliendo la Germania dalla lista dei sette paesi sui 28 della Ue che non hanno salario minimo (l'Italia ne fa parte). In futuro il livello del salario verrà stabilito da una commissione composta da rappresentanti di imprese e sindacati. Si stima che il primo aumento arrivi già nel 2017.

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