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Questo articolo è stato pubblicato il 09 luglio 2014 alle ore 12:49.
L'ultima modifica è del 09 luglio 2014 alle ore 13:15.

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Calano gli infortuni sul lavoro. La serie storica del numero degli infortuni infatti «prosegue l'andamento decrescente». Lo segnala l'Inail nella relazione annuale per il 2013 presentata oggi alla Camera dei deputati dal presidente Massimo De Felice. Nel 2013 sono state registrate 695mila denunce di infortuni. Rispetto al 2012 si ha una diminuzione di circa il 7% e del 21% in meno rispetto al 2009. In altre parole nel giro di quattro anni le denunce si sono ridotte di oltre un quinto. Oltre alle segnalazioni sono in calo anche gli accertamenti. Nel 2013, infatti, gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati circa 460 mila, in calo del 9,4% rispetto all'anno precedente, quando se ne registrarono più di 505 mila.

Minimo storico dei morti sul lavoro
Non solo. Le morti accertate sul lavoro nel 2013 sono state 660, in ribasso di circa il 21% rispetto all'anno precedente. Lo rileva l'Inail, spiegando che si tratta di un nuovo minimo storico, il livello più basso da quando è iniziata la rilevazione, ovvero dal 1954, ben 59 anni fa.L'Istituto sottolinea come più del 57% degli infortuni sia avvenuto "fuori dell'azienda" (376 casi), ovvero durante il tragitto per il lavoro o nello svolgimento di un'attività che implicava il ricorso a un mezzo di trasporto. L'Inail, in occasione della relazione annuale al Parlamento, precisa come ci siano ancora 36 infortuni mortali in fase di istruttoria, ma comunque la forte attenuazione del fenomeno sarebbe confermata, con una riduzione del 17% sul 2012 e del 32% sul 2009.

Poletti: calo infortuni anche al netto della crisi
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commentando il minimo storico delle morti sul lavoro ha affermato che il calo degli incidenti sul lavoro non è solo "meritò della crisi". «I numeri dicono che, anche depurando i dati dalla riduzione della percentuale di occupati e imprese, c'è una riduzione effettiva degli infortuni e delle morti», ha detto il ministro a margine della relazione annuale dell'Inail, sottolineando come si tratti «di un buon dato, ma non è un punto di arrivo».

Entrate contributive in calo, saldo in attivo
Dal bilancio preconsuntivo presentato oggi alla Camera dei deputati emerge che l'Inail ha incassato nel 2013 dieci miliardi e 111 milioni di euro, con un decremento di quasi il 5% delle entrate contributive rispetto al 2012. Le uscite di competenza sono state 9 miliardi e mezzo, con prestazioni istituzionali in lievissima diminuzione rispetto al 2012. Il risultato finanziario è stato quindi di 719 milioni e il risultato economico di circa un miliardo. L'avanzo patrimoniale ammonta 5 miliardi e 17 milioni, mentre le riserve tecniche toccano i 27 miliardi.

Poletti: utilizzare riserve Inail per investimenti
Il ministro Poletti ha proposto di utilizzare le risorse delle riserve tecniche Inail per costituire un fondo da utilizzare per investimenti a sostegno dello sviluppo. «Dobbiamo costruire meccanismi in modo che tutte le risorse possibili - ha detto Poletti - vengano messe nelle disponibilità del perseguimento di obiettivi utili come gli investimenti nei progetti per grandi infrastrutture strategiche piuttosto che a sostegno dell'apparato produttivo»

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