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Questo articolo è stato pubblicato il 19 luglio 2014 alle ore 08:12.

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ROMA
La promessa sarà scritta nero su bianco nel «protocollo di impegni» che il ministero dell'Economia firmerà lunedì insieme a imprese, amministrazioni pubbliche, banche: primo, «promuovere l'adozione di nuove misure di allentamento del patto di stabilità interno utili al pagamento dei debiti di parte capitale a favore delle imprese»; secondo, estendere anche alle spese in conto capitale il meccanismo che consente la cessione di crediti certificati da parte delle imprese con la garanzia dello Stato. Sul primo punto dovrebbe intervenire il decreto Sblocca-Italia, che il governo intende approvare a fine mese: cifre nel protocollo di impegni non ci sono ma il Mef è orientato a concedere uno «spazio finanziario» svincolato dal patto di stabilità interno per gli investimenti delle amministrazioni locali compresi fra 500 milioni e 1 miliardo.
In questo modo il Mef riapre la partita del pagamento degli arretrati anche per le spese di investimento che erano state escluse dagli ultimi provvedimenti del governo Letta e da quelli del governo Renzi. La ragione è nota: le spese in conto capitale pesano non solo sul debito, come quelle correnti, ma anche sul deficit e creano quindi un problema in più al Tesoro. Inoltre, le stime di Via XX Settembre e dell'Ance (l'associazione dei costruttori) non collimano affatto: 5 miliardi per il Mef, almeno 11 per le imprese. Tuttavia, è chiaro, anche di fronte alle azioni di Bruxelles, che non si può discriminare un intero settore e in queste ore non sono mancati i contatti per "emendare" la prima versione del protocollo. La versione finale fa spazio all'accelerazione del pagamento degli investimenti e soddisfa l'Ance, che lunedì sarà presenta tra i firmatari. E infatti, già nelle premesse si legge che «il Governo è impegnato ad assicurare che, adottando le misure necessarie, anche il fabbisogno relativo al pagamento dei debiti di parte capitale sia coperto».
Il protocollo di impegni è stato voluto dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per fare il punto della situazione e completare il quadro normativo e amministrativo in vista della scadenza del 21 settembre (giorno di San Matteo) fissata dal premier per completare il pagamento degli arretrati. Sull'altro lato sarà firmato dalla Confindustria e dalle altre rappresentanze di impresa, dalla Conferenza delle Regioni, dall'Anci, dall'Abi, da Cdp, dall'Unioncamere, dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti.
Numerosi gli impegni che sottoscrive il ministero: assicurare l'adozione di tutti gli atti previsti dalla normativa vigente, «promuovere un'iniziativa volta a posticipare i termini previsti per il patto "orizzontale" fra le regioni e per il patto regionale verticale al fine di consentire il pieno utilizzo di eventuali spazi finanziari sul patto di stabilità interno 2014 per accelerare il pagamento dei debiti di parte capitale degli enti locali in favore delle imprese», nominare tempestivamente i commissari ad acta, «potenziare le attività di monitoraggio, assicurando una costante pubblicizzazione dei risultati conseguiti».
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