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"Un comportamento ingiustificabile e aggravato dal fatto che gli agenti erano in borghese mentre il nostro giocatore indossava la divisa della Nazionale". Il presidente della Federazione italiana hockey e pattinaggio, Sabatino Aracu, commenta così l’arresto del giocatore della Nazionale azzurra di hockey su pista, Massimo Tataranni, avvenuto ad Alcobendas (in Spagna) al termine della partita tra le Furie Rosse e il Portogallo che ha regalato il titolo europeo all'Italia.

Tataranni è stato fermato all’interno del palazzetto dello sport di Alcobendas subito dopo la fine di Spagna-Portogallo, un 6-6 che ha scatenato l’esultanza della Nazionale italiana per un titolo europeo atteso da 24 anni. “Il fatto non ha la benché minima giustificazione – prosegue Aracu -. L'atleta italiano, che indossava la divisa della sua Nazionale, non ha fatto nulla che potesse giustificare l'intervento della forza pubblica presente all'interno del palasport; si è limitato a festeggiare, al pari dei suoi compagni di squadra, il titolo di campione europeo appena conquistato”.

“Ancor più grave – prosegue Aracu - è il fatto che, di fronte all'inconsistenza delle accuse, la polizia locale abbia proceduto nell'iter e consegnato Massimo Tataranni in custodia alla polizia nazionale che lo ha posto in stato di fermo, rifiutando l'immediato rilascio e trattenendolo per tutta la notte tra sabato e domenica. Una circostanza che ha impedito all'atleta di ricevere, assieme ai compagni, il meritato riconoscimento nel corso della cerimonia di premiazione".

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