Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2014 alle ore 17:19.

My24
(Reuters)(Reuters)

La risposta russa alle sanzioni non si fa attendere e mira a colpire i simboli dell'Occidente. Mosca si "vendica" mirando agli interessi di un vero e proprio portabandiera degli Stati Uniti, il menù di McDonald's.

Una sezione regionale dell'agenzia russa per la difesa dei consumatori ha fatto causa contro il colosso del fast food, accusandolo di vendere diversi prodotti al di sotto degli standard igienici consentiti ne Paese.

Tra i piatti accusati ci sono il filetto di pesce, il chicken burger, il "Caesar wrap" e i dessert al gelato. In alcuni casi l'agenzia ha ritenuto la quantità di calorie indicata sulla confezione più bassa di quella effettiva, mentre in altri sarebbero state trovate tracce addirittura del batterio escherichia coli.

Ma da anni la Russia sembra aver raffinato l'arte di adottare standard sanitari come arma durante le crisi geopolitiche. Nel 2008 aveva vietato l'importazione di vino e acqua minerale dalla Georgia durante la guerra con Tbilisi.

Da parte sua McDonald's ha risposto dichiarando di non sapere nulla dell'incidente e di non avere mai avuto problemi in 25 anni di attività nel mercato russo.

Il primo ristorante del gruppo fu aperto nel 1990 e divenne un evento storico.

In questi giorni di tensioni tra Stati Uniti e Russia per il sostegno che secondo Washington il Cremlino starebbe fornendo ai ribelli separatisti, molti politici nazionalisti russi hanno invocato un boicottaggio di prodotti americani, tra cui McDonald's e Pepsi.

Nel frattempo una catena di fast food russa, Rusburger, si è fatta avanti proponendosi come rimpiazzo per l'eventuale estromissione del gigante americano, per ragioni che hanno più a che fare con la diplomazia che con la salute dei consumatori.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi