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Questo articolo è stato pubblicato il 31 luglio 2014 alle ore 07:23.

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L'offerta? Va moltiplicata per «evitare la concentrazione negli stessi luoghi». L'ospitalità? Va riqualificata, lavorando sulla digitalizzazione ma anche rendendo più equa la tassa di soggiorno. Con l'obiettivo di «promuovere l'Italia come sistema Paese e non come singole entità regionali». La ricetta per il rilancio del turismo arriva dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, nel corso della presentazione oggi al dicastero dei dati dell'Osservatorio nazionale. Un'occasione per fare un bilancio di cinque mesi di governo, segnato dal varo del decreto cultura, e per guardare avanti. Perché, dice, nei prossimi 180 giorni il lavoro da sbrigare con Enit, Regioni e altri enti sarà molto. E «ci sarà da correre».

Tassa di soggiorno da rivedere
Per Franceschini deve essere sanata «l'anomalia» per cui «la tassa di soggiorno viene pagata soltanto dai turisti che vanno in albergo e non da coloro che utilizzano altre strutture ricettive». Bene, quindi, lavorare su un quadro normativo rispettando l'autonomia delle Regioni. «Un conto - ha sottolineato - è pagare la tassa di soggiorno in una città come Roma o Venezia, un conto è pagarla in una città più piccola».

Dal turismo 70 miliardi l'anno
Secondo l'Osservatorio nazionale del turismo, che si è basato su dati della Banca d'Italia e dell'Istat rielaborati dal Centro internazionale di studi sull'economia turistica (Ciset), la spesa turistica totale in Italia nel 2013 è stata di circa 96 miliardi di euro (63 relativi ai turisti italiani e 33 agli stranieri), pari al 10% dei consumi finali interni. Calcolando che 1.000 euro di consumo turistico generano 727 euro di ricchezza prodotta, il turismo produce ben 70 miliardi di ricchezza l'anno.
Ma la distribuzione non è omogenea. Soltanto quattro Regioni - Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana - accolgono il 60% della spesa turistica proveniente dall'estero, mentre gli introiti del Mezzogiorno contribuiscono solo per circa il 13 per cento. «Una cosa assurda», ha commentato il ministro. Da qui l'appello a «moltiplicare l'offerta e l'attrattività turistica, soprattutto al Sud».

Tedeschi e statunitensi top spender
In vetta alla classifica dei primi dieci Paesi per spesa turistica in Italia nel 2013 c'è la Germania con quasi 5 miliardi, seguita dagli Stati Uniti i cui cittadini hanno speso quasi 4 miliardi di euro. Al terzo posto la Francia, con oltre 3 miliardi. Ancora modesto il contributo della spesa dei cittadini dei Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina), al netto della Russia.

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