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Questo articolo è stato pubblicato il 29 agosto 2014 alle ore 14:29.

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Nonostante la brusca frenata dell'economia, contrazione del Pil, dell'indice Ifo e dello Zew, la Germania sta pensando a rifondare il modo e i tempi del lavoro. Mentre la prossima settimana, il capo dei metalmeccanici tedeschi incontrerà Frau Merkel per discutere su una riduzione dell'orario del settore, il ministro del Lavoro Andrea Nashles (Spd) sta raccogliendo dati per proporre una legge che protegga dallo stress i lavoratori da presentare al Parlamento nel 2015.

L'obiettivo è quello di impedire ai manager con norme e sanzioni precise di importunare (al telefono o via mail) gli impiegati dopo l'orario di lavoro o nel week end. Un'indagine molto completa del 2013 , della compagnia assicurativa privata Techniker Krankenkass, ha fatto emergere che il livello di stress tra i suoi clienti è aumentato del 53% . Il gruppo più colpito è risultato essere quello dai 36 ai 45 anni, l'80% di questa fascia di età ha ammesso infatti di essere sull'orlo di una crisi di nervi. La maggior parte degli intervistati ha indicato proprio nel lavoro la causa principale dello stress (61%) seguita da problemi familiari (47 %), educazione dei figli (46 %) e difficoltà finanziarie (40%). Il malessere legato alla situazione professionale ha fatto naturalmente aumentare i giorni di malattia dell'80% negli ultimi 15 anni. Sono già 66.441 i tedeschi che ricevono la pensione di invalidità per problemi psicologici, tra i quali la depressione, e il numero dei malati è cresciuto fortemente solo negli ultimi anni (+20mila dal 2005).

Molte aziende private Deutsche Telekom, Puma, Volkswagen e Bmw sono già corse ai ripari con linee guida che impongono al lavoratore di non rispondere alle mail fuori dall'orario di lavoro e soprattutto di offrire l'opzione, come ha fatto Daimler, di non riceverne affatto durante le ferie.

A essere messa in discussione non è la produttività dei lavoratori tedeschi, che continua a essere la più alta d'Europa secondo uno studio degli economisti Bisin e Zanella citato da La Stampa, ma proprio perché questi lavorano con più profitto vogliono ora conquistare il diritto a staccare la spina più spesso. (L. B.)

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