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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2014 alle ore 10:05.
L'ultima modifica è del 30 settembre 2014 alle ore 12:13.

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Le banche italiane grazie all'ingente rafforzamento patrimoniale e alle svalutazioni degli ultimi anni «potranno fare meglio fronte alle eventuali necessità di rafforzamento risultanti dall'esercizio» della Bce. A dirlo è il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nel suo intervento alla conferenza intergovernativa sul Fiscal Compact in corso alla Camera. Visco, parlando del comprehensive assessement della Bce, ricorda «importanti risultati sono stati già ottenuti nel corso di quest'anno, rafforzando le iniziative assunte negli anni precedenti».

Grazie a svalutazioni 2013 banche italiane pronte a stress test
Per il Governatore Bankitalia, grazie alle «ingenti svalutazioni per oltre 30 miliardi nel solo 2013, per quasi 130 dal 2008, accrescendo la trasparenza dei bilanci» sono state realizzate «operazioni di rafforzamento patrimoniale per quasi 40 miliardi di cui oltre 10 miliardi nel corso del 2014». Su queste basi, le banche italiane potranno far fronte meglio all'eventuale esito sfavorevole dell'aqr e degli stress test.

In Italia continua la contrazione del credito all’economia
Meno ottimista invece la valutazione di Visco sul credito all’economia, che «continua a contrarsi. «Grazie all'insieme delle misure, nazionali ed europee, le tensioni finanziarie nell'area si sono gradualmente smorzate, anche se la segmentazione dei mercati finanziari lungo linee nazionali, pur attenuatasi, è ancora presente: il credito all'economia continua a contrarsi in piu' paesi, tra cui l'Italia; la dispersione delle condizioni di costo è ancora significativa».

Bene la Bce: «Ha evitato un collasso del sistema del credito»
Non mancano poi parole di eleogio per il ruolo della Bce nel difficile contesto dell’economia europeoa. «Le misure eccezionali adottate a più riprese dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea - ha spiegato Visco - hanno sostenuto la liquidità dei mercati ed evitato un collasso del sistema del credito, a fronte di severi malfunzionamenti e distorsioni che hanno caratterizzato i mercati finanziari e bancari; hanno disperso i timori di una dissoluzione dell'Unione monetaria».

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