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Questo articolo è stato pubblicato il 27 ottobre 2014 alle ore 20:49.
L'ultima modifica è del 28 ottobre 2014 alle ore 21:05.

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Matteo Renzi (Luigi Mistrulli)Matteo Renzi (Luigi Mistrulli)

«Trattare cosa? La cosa surreale è che Camusso dica che si deve trattare. È giustissimo che un sindacato tratti, ma con gli imprenditori per salvare posti di lavoro. Le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento». Così Matteo Renzi a '8 e mezzo', spiegando: «Se per anni si è pensato servisse il permesso dei sindacati per scrivere le leggi, si è sbagliato. Se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere in Parlamento, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Renzi ha aggiunto di ritenere chiuso il contenzioso con l'Europa con la risposta dell’Italia alla lettera inviata dalla Commissione Ue sulla legge di stabilità. Poi ha escluso il rischio scissione nel Pd, così come l’ipotesi elezioni anticipate. E ha ribadito che l’anno prossimo il Pil crescerà dello 0,6%. Mentre sulla bocciatura di Mps e Carige negli stress test della Bce ha commentato: «Sono convinto che troveranno le risposte da dare».

Renzi: governo ascolta tutti, ma basta poteri di veto
«Il governo deve parlare con il sindacato e lo deve ascoltare, ma è ora di finirla di pensare che si alza uno e blocca gli altri. Forse è arrivato in Italia il momento che ciascuno torni a fare il suo mestiere: le leggi si fanno in Parlamento, non nei tavoli per le trattative», ha affermato il premier, che ha aggiunto: «Il potere di veto dei piccoli raggruppamenti ha distrutto il nostro Paese, ha bloccato la possibilità di fare le riforme».

Chiuso contenzioso con Ue? Credo di sì
Quanto al contenzioso con Bruxelles il premier ha affermato di ritenere la questione archiviata con la risposta dell'Italia alla lettera inviata dalla commissione Ue sulla legge di stabilità. Questione chiusa? «Io credo di sì», è stata la risposta di Renzi, che ha chiosato: «Quando vado a Bruxelles vedo un atteggiamento pregiudiziale verso l'Italia più tra i funzionari che tra i primi ministri. Ma in Ue è anche vero che sono abituati a tante promesse che poi non vengono rispettate. La credibilità si vede ora nei fatti: le riforme prima erano idee ora sono atti parlamentari approvati in prima lettura».

Convinto che avremo crescita Pil a +0,6 nel 2015
Il premier ha ribadito le cifre contenute nel Def sulla crescita del Pil attesa nel 2015. «Siamo convinti che con la legge di stabilità avremo il segno più dopo anni di segno meno. Certo dipende da quanto riparte l'economia internazionale ma io credo che sarà dello 0,6%. Ma il punto non è quanti decimali ma se tornerà a crescere l'occupazione e e se torna la fiducia», ha detto Renzi.

Renzi: Mps e Carige daranno risposte dopo stress test
A proposito dell'esito dello stress test della Bce sulle banche italiane, il presidente del Consiglio ha invece commentato: «E' evidente che il sistema bancario ha superato l'esame e dimostra che c'è una forza e una solidità su cui non tutti avrebbero scommesso. Sono convinto che Mps e Carige troveranno le risposte da dare. La vicenda sarà affrontata con determinazione senza pensare che il problema sia irrisolvibile».

Non credo a scissione nel Pd, elezioni anticipate escluse
Renzi ha escluso l’ipotesi scissione nel Pd così come il rischio elezioni anticipate. «Non credo alla scissione del Pd, sarebbe il colmo, abbiamo aperto le porte per arrivare al 41%. La politica chiede lo sforzo di ascoltarsi ma io vorrei che passasse che al governo ascoltiamo tutti ma non ci facciamo fermare da nessuno» ha spiegato il presidente del Consiglio, che ha aggiunto: «Mi sento di escludere le elezioni anticipate, perché credo che in questo momento l'Italia non ha bisogno di un presidente del consiglio che prende voti ma di un governo che cambia l'Italia».

A sinistra Pd c'è già un partito al 4,3%
Sulla possibilità che nasca un soggetto a sinistra del Pd con eventuali fuorusciti dal Pd, Renzi ha dichiarato ironico: «C'è già qualcosa a sinistra del Pd: ha preso il 4,3% alle ultime Europee contro il nostro 40,8%. Se vogliono fare un partito più forte...». E sulla possibilità che sia il segretario della Fiom Maurizio Landini il leader di questo soggetto, Renzi ha chiosato: «Ho stima di Landini, ha molte idee diverse da me ma per questo mi piace ascoltarlo».

Non concordo con Serra su diritto sciopero, ma a Leopolda si discute
Renzi ha poi replicato con un secco «no» alla domanda se fosse d'accordo con il finanziere-sostenitore Davide Serra, che alla Leopolda aveva sostenuto la necessità di limitare il diritto lo sciopero dei dipendenti pubblici. E ha aggiunto: «Il diritto di sciopero è sacrosanto, non è da limitare. Ma è legittimo che ci siano luoghi in cui si discute».

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