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Questo articolo è stato pubblicato il 05 novembre 2014 alle ore 06:24.
L'ultima modifica è del 05 novembre 2014 alle ore 06:25.

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Venticinque anni dopo quel 9 novembre di euforia, entusiasmo e speranza che ha visto crollare in piena Berlino il simbolo della Guerra Fredda, le due Germanie divise di allora hanno lasciato il posto ad un paese unito nelle differenze. Diversa è intanto l'interpretazione del processo di riunificazione: nelle regioni orientali il 75% lo considera un successo, solo il 50% concorda su questa visione dei fatti nella parte ovest del paese, secondo un recente sondaggio.

Gli anni trascorsi dal 1989 a oggi non sono peraltro bastati a colmare la distanza economica che separa la parte occidentale e quella orientale della Germania, stando al rapporto annuale del Governo tedesco sulla situazione economica nel Paese dalla riunificazione del 3 ottobre 1990, data conclusiva del processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino.

«Il processo di ripresa economica dell’Est è stato molto lento negli ultimi anni», ha spiegato la responsabile del Governo di Berlino per le regioni orientali, Iris Gleicke. «Malgrado la convergenza degli standard di vita tra Est e Ovest sia stata un successo esiste un divario economico e nel mercato del lavoro». La forza economica degli Stati orientali della Germania resta inferiore di un terzo rispetto al livello registrato ad Ovest ed esiste una chiara differenza tra gettiti fiscali (937 euro pro capite a Est, circa il doppio a Ovest) e tasso di disoccupazione, salito al 10,3 % nel 2013 ad Est, ancora nettamente superiore a quello del 6% dell'Ovest anche se il più basso finora registrato.

Tutto questo favorisce il proseguimento della migrazione interna tra la ex Rdt e la parte ovest della Germania, «una tendenza rallentata negli ultimi anni, ma che potrebbe tornare ad accelerare a medio o lungo termine», secondo il rapporto del Governo. L'andamento fotografato nel rapporto viene sostanzialmente confermato dall'Istituto di ricerche economiche Ifo di Monaco, secondo cui «la distanza tra Est e Ovest resta praticamente costante da dieci anni».

Il Pil pro capite nella ex Rdt è fermo da anni al 66 % del livello dell’ex Rft. Le differenze non si limitano al piano economico, ma riguardano anche il giudizio espresso da una parte e dall'altra sul processo di riunificazione.Per un quarto dei tedeschi dell'Ovest si è trattato perlopiù di un inconveniente, un giudizio condiviso dal 15% dei loro connazionali ad est.

Nella ex Repubblica democratica tedesca, i più positivi sono stati i giovani di meno di 29 anni. Per il 96% di loro, la riunificazione è stata soprattutto un vantaggio. Pensiero condiviso dal 66% dei loro coetanei a Ovest. Resta, per una parte dei mille tedeschi di età superiore ai 14 anni interpellati per il sondaggio Infratest Dimap, un sentimento di nostalgia rispetto ad alcune cose perse con la fine della Repubblica Democratica tedesca: oltre i tre quarti degli interpellati tra i cittadini della ex Rdt sostengono che il sistema scolastico è peggiorato dopo la riunificazione. Tra gli altri punti di forza del regime comunista vengono citati anche il sistema sanitario, il welfare, e la parità uomo-donna.

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