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Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2014 alle ore 13:47.

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Shinzo Abe e Vladimir Putin (Epa)Shinzo Abe e Vladimir Putin (Epa)

Per Tina Burrett della Temple University la questione resta un caso classico di come gli interessi comuni alla riconciliazione (politici ed economici) “restino ostaggio di fattori intrattabili di politica interna ostili a un compromesso”. Nel post-Crimea, il Giappone non ha potuto smarcarsi dal G7 - anche perché spaventato dal “cambiamento di status quo”, lo stesso che la Cina cerca sulle isole Senkaku, amministrate da Tokyo. Così ha introdotto, sia pure controvoglia, sanzioni blande, che di recente sono state un po' inasprite. Gelida la reazione di Mosca, che ha parlato esplicitamente di “nuova dimostrazione di mancanza di politica estera autonoma” del Giappone. E il braccio destro di Putin, Sergey Ivanov, è andato a fine settembre di persona a inaugurare il nuovo aeroporto di Etorofu, provocando una protesta diplomatica nipponica.

La prevista visita di Putin a Tokyo in autunno è saltata: domenica 9 novembre, nell'incontro a Pechino a margine dell'Apec, Abe e Putin hanno concordato di organizzare per l'anno prossimo la trasferta di Putin in Giappone, in cui si parlerà esplicitamente della strada verso un Trattato di Pace, che appare ancora lunga. “Sono isole mai state russe, occupate quando la guerra era già finita”, sottolinea Hideo Odajima, direttore del museo e Casa della Nostalgia di capo Nosappu, dalla cui finestre si vede Habomai – Metà degli oltre 17mila abitanti lasciarono subito, gli altri tra il '47 e il '48”. Un grande problema è che ora ci sono al posto loro 17mila russi. “Sono andato di recente a Shikotan (dove vivono in 3mila) – afferma il nuovo sottoprefetto di Nemuro, Hiroyuki Tanaka – Mi hanno fatto trovare bambini che cantavano: questa isola è nostra”. D'altra parte, la battaglia per le menti delle nuove generazioni è in corso anche da parte giapponese: Tanaka elenca numerose iniziative per “sensibilizzare i giovani”. Lo stesso Kashiwabara ammette:“Per motivi di salute, io non potrei trasferirmi a vivere di là'”. Morale: le isole resterebbero a grande maggioranza russe anche dopo l'eventuale passaggio di sovranità (essendo impensabile una sorta di pulizia etnica), anche perché i giovani dell'Hokkaido preferirebbero semmai trasferirsi a Tokyo o Osaka.

“Quante possibilità in più si aprirebbero per la nostra pesca e per il turismo”, enfatizza il sindaco di Nemuro, Shunsuke Hasegawa, indicando i veri vantaggi che il Giappone otterrebbe. Come i profughi, i numeri dell'economia locale sono in declino. Hasegawa rivela che i primi russi dell'altra parte che arrivarono in visita nel 1992 furono impressionati: quante auto, quanti negozi ben riforniti! In seguito, grazie al boom dei prezzi petroliferi, Mosca ha potuto largheggiare anche nel punto più estremo del suo immense territorio, sviluppando infrastrutture e migliorando le condizioni degli abitanti, mentre Nemuro ha oggi meno popolazione e minor reddito. Restano le scritte in russo per la cittadina, come segnale di buona volontà. Così come senza acredine, e anzi ispirato a sentimenti buonisti, è il film di animazione giapponese uscito nei mesi scorsi sulle vicende dei profughi, diretto da Mizuho Nishikubo e intitolato “L'isola di Giovanni” (nome italiano, tratto da un racconto di Kenji Miyazawa). Ha vinto vari premi internazionali ed è stato mostrato anche ad alcuni russi delle isole. Ma il buonismo non può nulla contro la dura Realpolitik e la barriera dei nazionalismi. Non sarà un cartone animato ben fatto e commovente a smuovere facilmente un Putin circonfuso di gloria nazionalista.

La scheda
Le Kurili meridionali (o Territori Settentrionali) sono 4 isole al largo dell'Hokkaido (Etorofu, Kunashiri, Shikotan e Habomai) occupate dai russi alla fine dell'agosto 1945. Il Giappone le rivendica. Per questo non e' stato ancora firmato un trattato di pace tra i due Paesi.
Nel 1945 c'era oltre 17mila giapponesi sulle isole. Ora ci sono circa 17mial russi (di varie etnie).
I profughi giapponesi ancora in vita sono circa 6.500, eta' media 80 anni.
A inizio anno il governo giapponese aveva fatto intendere che una svolta era possibile, ma le conseguenze della crisi ucraina hanno allontanato la prospettiva di una intesa. Tra sanzioni reciproche, la prevista visita di Putin a Tokyo in autunno e' saltata.

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