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Questo articolo è stato pubblicato il 30 novembre 2014 alle ore 17:52.

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E' un colpo duro alle aspettative politiche del premier conservatore Antonis Samaras e un dono inaspettato per Alexis Tsipras di Syriza che guida l'opposizione radicale al cosiddetto Memorandum, il piano di salvataggio alla Grecia e alla troika, il rappresentante dei creditori internazionali.

Secondo fonti riportate da Bloomberg il governo greco starebbe valutando la possibilità di cedere alle pressioni esterne e accettare un ruolo a tutti gli effetti per il Fondo monetario internazionale nel suo nuovo accordo di aiuti con le autorità dell'Ue.

Mantenere l'Fmi coinvolto nelle trattive in corso con la Ue e la Bce sarebbe un duro colpo per il primo ministro Antonis Samaras, che sta spingendo affinché la Grecia esca, a fine anno dal piano di aiuti da 240 miliardi di euro di salvataggio, ponendo fine alla pesante sorveglianza dell'Fmi, che equivarebbe a mandare a casa la tanto detestata troika e le politiche di austerità.

La Grecia è sotto pressione dai partner della zona euro e dai mercati finanziari perché accetti ulteriori aiuti per chiudere un buco da 2,6 miliardi di euro, un ulteriore monitoraggio internazionale e una linea di credito precauzionale così da garantire una transizione stabile una volta il piano venga a cessare a fine anno. In questa ottica la troika continuerebbe a monitorare gli sforzi del paese di mettere i conti in ordine e non tornare ai vecchi vizi dei trucchi contabili.

«Sto dicendo ogni giorno che il programma è agli sgocciali e che c'è poco tempo», ha detto ieri a Berlino in un'intervista il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, che presiede le riunioni del ministri delle finanze dell'eurozona. «Ricevo ogni giorno segnali: alcuni buoni, altri cattivi», ha detto spazientito.

La Grecia ha accettato di iniziare a discutere di una linea di credito e la partecipazione dell'Fmi in una riunione svoltasi il 27 novembre a Bruxelles, secondo due dei funzionari presenti, i quali hanno chiesto l'anonimato.

Nel corso della riunione i funzionari greci avevano detto che volevano assicurarsi un prolungamento a breve termine del programma di salvataggio in corso, magari con una linea precauzionale, al fine di uscire dal piano di salvataggio e di non ricevere più ad Atene le ingombranti visite della troika.

Secondo fonti greche il premier Samaras è preocupato che si possa arrivare al voto anticipato a marzo a causa del fallimento del rinnovo del capo dello Stato Papoulias a febbraio. In quel caso Samaras teme il sorpasso di Syriza alle urne, partito radicale di sinistra che non ha mai fatto mistero del fatto che vorrebbe ridiscutere gli accordi di salvataggio e i termini della permanenza nell'euro di Atene. Vorrebbe dire ritornare al punto di partenza dopo tanti sforzi.

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