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Questo articolo è stato pubblicato il 10 dicembre 2014 alle ore 07:24.
L'ultima modifica è del 10 dicembre 2014 alle ore 11:42.

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Ci sono la Paramount e la MGM che il prossimo anno inizieranno le riprese del nuovo Ben Hur, remake del pluripremiato classico del 1959 con Charlton Heston. E quelle del 24mo film di 007, Devil May Care, diretto da Sam Mendes e con il debutto della cinquantenne Monica Bellucci come Bond girl (la terza italiana, per la cronaca). Senza dimenticare Zoolander 2, diretto e interpretato da Ben Stiller. Mentre l'economia nazionale stagna, l'industria cinematografica italiana «is booming», come scrive il Wall Street Journal, strappando alcune mega-produzioni hollywoodiane agli agguerriti studios “low cost” dell'Est Europa. Cinecittà si sta insomma risvegliando dopo un decennio a dir poco deludente, con i set kolossal a stelle e strisce che sono rimasti al largo da Roma, a parte alcune vistose eccezioni come Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese e La passione di Cristo (2004) di Mel Gibson.

La ricetta della rinascita è semplice: incentivi fiscali. In particolare quelli del decreto Art Bonus, che è intervenuto sul Tax credit cinema per attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica e audiovisiva. «Le nuove norme – spiegano dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo - hanno aumentato da 110 a 115 milioni di euro il fondo per le agevolazioni fiscali al cinema ma soprattutto hanno innalzato da 5 milioni di euro a film a 10 milioni a impresa (e un grande film può essere coprodotto da più imprese) il limite massimo del credito d'imposta per la produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando mano d'opera italiana, film o parti di film stranieri». I risultati sono stati immediati, spiegano da Roma, con gli investimenti delle produzioni internazionali si aggirano attorno ai 150 milioni di euro.

Saranno girati in Italia tra gli altri Christ the Lord, tratto dall'omonimo libro di Anne Rice; Voice From The Stone, thriller psicologico prodotto da Zanuck Independent con la regia di Eric Howell; Diabolik-La Serie, coproduzione internazionale (Sky Italia, BSKYB, SkyDE) con il pluripremiato Oscar Dante Ferretti che realizzerà le scenografie della città immaginaria di Clerville.

La grande domanda è: il boom di Cinecittà è destinato a durare? Ce lo auguriamo, ma qualche dubbio c'è. Come spiega il Wall Street Journal, un modello economico basato sulla detassazione mirata del solo settore audiovisivo è destinato a non durare se non viene inserito in un più generale sistema di incentivi sul “doing business in Italy”. Una lezione che gli Usa conoscono bene, con molti Stati dell'Unione che hanno eliminato gli incentivi all'industria cinematografica (il cosiddetto “Hollywood welfarism”) perché non erano in grado di creare ricchezza e posti di lavoro stabili. Persino in California, secondo il locale Legislative Analyst's Office, ogni dollaro speso in incentivi ha prodotto appena 65 centesimi di entrate fiscali. L'Italia non si deve dimenticare di riformare l'economia nel suo complesso, conclude il quotidiano di Wall Street, altrimenti gli incentivi al cinema non serviranno a molto.

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