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Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2014 alle ore 22:11.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2014 alle ore 23:32.

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Combattere il riciclaggio di denaro, le infiltrazioni della criminalità organizzata e il finanziamento al terrorismo con una maggiore trasparenza a livello europeo. È questo lo scopo di un accordo raggiunto tra il Parlamento Europeo e il Consiglio sulla quarta direttiva anti riciclaggio (Amld): un registro centrale con le informazioni sui proprietari effettivi di società per azioni, fondi fiduciari e altre entità legali dovrà essere istituito e mantenuto in ogni stato membro. I dati contenuti nei registri, quali ad esempio il nome del titolare della società, il mese e l'anno di nascita, la nazionalità e i dettagli sulla proprietà potranno essere consultati da ogni cittadino o organizzazione che dimostri di avere un “interesse legittimo”, come i giornalisti investigativi e altri cittadini interessati. In circostanze eccezionali. Ogni deroga alle regole di accesso stabilite sarà decisa dopo un' attenta valutazione caso per caso e comunque esclusivamente in circostanze eccezionali. Nessuna restrizione è prevista per l'accesso ai dati da parte delle autorità competenti e per le loro unità d'informazione finanziaria.

Registrazione online e il pagamento di una tassa che copra le spese amministrative potrebbero essere previsti per la consultazione dei dati da parte dei “soggetti obbligati”, quali le banche che debbano compiere operazioni di verifica della clientela e per il pubblico in generale. I deputati hanno comunque inserito degli emendamenti per proteggere i dati personali. L'accordo sulla direttiva anti riciclaggio, presentata nel 2013 dalla Commissione Europea, arriva dopo due anni di negoziati tra il Consiglio e il Parlamento Ue, sotto la guida della Presidenza italiana .

«Per anni, i criminali in Europa hanno sfruttato l'anonimato delle compagnie e dei conti offshore per nascondere i loro rapporti finanziari, i registri contribuiranno a scoprire il velo di segretezza dei conti offshore» ha affermato Krišjānis Kariņš del Partito Popolare Ue (PPE) relatore della Commissione per gli affari economici e monetari.
Secondo dati Europol, riferiti al 2013, sono 3.600 le organizzazioni criminali presenti negli stati membri e fuggono al fisco circa 670 miliardi di euro all'anno.

Misure aggiuntive saranno prese per stabilire le origini del patrimonio e dei fondi delle “persone politicamente esposte” come coloro che sono a maggiore rischio di corruzione per i ruoli politici che ricoprono, ad esempio capi di stato, membri di governo, giudici della Corte suprema, membri del Parlamento e i loro familiari.

Prima di essere votato dall'Europarlamento nel suo complesso il prossimo anno, l'accordo dovrà essere approvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), dalla Commissione degli Affari interni e dalla Commissione per gli Affari economici e monetari dell'Europarlamento.

«Il Parlamento europeo conferma ancora una volta il suo deciso impegno nella lotta al riciclaggio e ai crimini fiscali nell'Unione europea. Ci aspettiamo ora che il Consiglio confermi l'accordo raggiunto in sede di trilogo per un'approvazione rapida delle nuove norme» ha commentato l'europarlamentare e presidente per la Commissione per i Problemi economici e monetari al Parlamento Ue Roberto Gualtieri .
La direttiva introduce raccomandazioni agli stati membri per rendere più efficace l'azione finanziaria (FATF/GAFI) sugli standard globali della lotta contro il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo.

«Questo accordo consentirà all'UE di essere in testa nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo . L'accordo va ben al di là dei principi del G20 hanno deciso lo scorso novembre a Brisbane . La Presidenza italiana ha lavorato molto a favore della trasparenza durante i negoziati» ha concluso il rappresentante permanente del Consiglio, l'ambasciatore Stefano Sannino.

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