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Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2014 alle ore 08:13.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2014 alle ore 19:35.

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Le mosse disperate delle autorità russe per fermare il tracollo del rublo sembrano sortire i primi effetti. La Borsa di Mosca è rimbalzata del 14% e il rublo del 9% dopo l’ennesimo intervento della Banca centrale, che ha annunciato una serie di misure a sostegno del sistema finanziario russo. Intanto la maxi-svalutazione della moneta provoca le prime code nei centri commerciali in previsione di un aumento dei prezzi.

Intervento congiunto ministero delle Finanze-Banca centrale

Tra le misure annunciate, fondi per ricapitalizzare le banche, la possibilità per le stesse di non svalutare il portafoglio degli attivi colpiti dal crollo della valuta russa e la fornitura di liquidità aggiuntiva in valuta estera per garantire le necessità finanziarie degli istituti di credito. Le decisioni sono state annunciate al termine di una riunione di emergenza sulla crisi valutaria convocata dal premier russo Dmitri Medvedev nella sua residenza di Gorki. Medvedev ha cercato di calmare le acque: il rublo, ha dichiarato, «oggi è sottovalutato» e il suo cambio «non riflette l'attuale situazione dell'economia», ma sarebbe «senza senso imporre una regolazione estremamente rigida in questa sfera», escludendo quindi il ricorso a misure estreme come il blocco ai movimenti di capitali. Il premier ha inoltre assicurato che la Russia «ha le riserve necessarie per conseguire tutti gli obiettivi economici e politici». Poco prima, il ministero delle Finanze ha reso noto di aver venduto parte delle riserve in valuta estera, il cui stock è di 7 miliardi di euro. Dopo questo annuncio, e soprattutto dopo il nuovo intervento della Banca centrale con il pacchetto di sette misure a sostegno del sistema finanziario, il rublo ha consolidato il recupero arrivando a quota 78 per un euro (85,35 quelli segnati in precedenza) e a 65,15 per un dollaro (66,96), dopo che in apertura aveva ceduto il 3% (segui il cambio con l’euro in tempo reale).

Code nei centri commerciali per «liberarsi» dei rubli
«La situazione sta diventando surreale - denuncia all’agenzia Bloomberg Elena Grekhnyova, insegnante nella città di Kursk, nella Russia centrale - Di questo passo non potrò più comprarmi neanche un cappotto o uno smartphone da 50 dollari». Il Paese sta vivendo in queste settimane in un clima di ansia e frustrazione. Il crollo della moneta rende quasi proibitiva per la maggioranza della popolazione l’acquisto di beni di consumo importati. Nei grandi centri commerciali si sono viste code di sovietica memoria, con i consumatori in fila per spendere il maggior numero possibile di rubli nel timore che perdano ulteriore valore, come successe nel 1998 alla vigilia del default. La gente ha assaltato gli shopping center affrontando file anche di cinque ore nella notte, lasciando molti scaffali vuoti. Si vedono anche le prime file in banca per ritirare i risparmi e convertirli in dollari.

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