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Questo articolo è stato pubblicato il 20 dicembre 2014 alle ore 08:11.
L'ultima modifica è del 20 dicembre 2014 alle ore 09:10.

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LA RIFORMA

Dal 1° gennaio 2015

l’imposta sarà applicata

da acquirente o committente

e il cedente o prestatore

andrà sempre a credito

Il disegno della legge di stabilità 2015, in corso di conversione, estende la applicazione del meccanismo di inversione contabile ai fini Iva, anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione, sui servizi di pulizia sulla cessione di gas ed energia e certificati energetici.

Tuttavia la effettiva applicazione del reverse charge per le cessioni di beni nei confronti della grande distribuzione è subordinata alla concessione della deroga da parte del Consiglio dell’Unione europea (articolo 395 direttiva 2006/112/CE).

In particolare il nuovo ambito di applicazione della inversione contabile riguarda il mondo della grande distribuzione, con l’aggiunta all’articolo 17, sesto comma , del Dpr 633/1972 della lettera d-quinquies) che prevede l’obbligo di inversione contabile per le cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, dei supermercati e dei discount alimentari. In attesa della autorizzazione comunitaria occorre anche definire quali siano queste strutture commerciali. Secondo l’autorità Garante della concorrenza e del mercato il supermercato è l’esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare con una superficie superiore a 400 metri quadrati, mentre l’ipermercato ha una superfice superiore a 2.500 metri quadrati e può comprendere anche prodotti non alimentari; infine il discount è un punto vendita al dettaglio organizzato integralmente a libero servizio con una superfice compresa tra i 200 e 1.000 metri quadrati. Per queste operazioni il reverse charge si applicherà per un periodo di quattro anni.

Vengono inoltre comprese nel regime Iva della inversione contabile “le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici” a prescindere dalla qualifica soggettiva dei soggetti prestatori/cessionari dei servizi. Questa disposizione ha lo scopo di eliminare la vigente limitazione soggettiva, che circoscrive l’applicazione del reverse charge per le prestazioni nel settore edile al caso in cui i relativi servizi sono resi da soggetti subappaltatori, nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore. In sostanza le prestazioni indicate dalla nuova lettera a-ter) sono da assoggettare sempre a reverse charge, mentre tutte le altre prestazioni del settore edile lo sono solo se effettuate dai subappaltatori. Questa modifica ha effetto per le operazioni effettuate dal 1 gennaio 2015.

Infine e con effetto immediato l’inversione contabile si applica anche ai trasferimenti di quote di emissione di gas a effetto serra effettuati a norma dell’articolo 12, direttiva 2003/87/Ce; sono altresì comprese le cessione di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla stessa direttiva n. 2003/87/Ce e di certificati relativi all’energia e al gas (ad esempio i certificati verdi o bianchi) nonché alle cessioni di gas e di energia elettrica effettuate nei confronti di un soggetto passivo rivenditore residente nel territorio dello Stato, (articolo 7-bis, comma 3, lettera a), Dpr 633/1972).

Il reverse charge è una modalità di assolvimento dell’Iva in base alla quale il debitore di imposta è l’acquirente o il committente mentre il cedente emette la fattura senza addebitare l’imposta. Tale procedura ha come conseguenza che il cedente/prestatore diviene cronicamente creditore di Iva nei confronti dell’erario.

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