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Questo articolo è stato pubblicato il 03 gennaio 2015 alle ore 11:46.
L'ultima modifica è del 03 gennaio 2015 alle ore 11:54.

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(Corbis)(Corbis)

Bilancio 2014 fortemente negativo per il rapporto tra credito e imprese. Secondo l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, negli ultimi 12 mesi gli impieghi bancari alle imprese sono scesi di 6 miliardi di euro, mentre gli investimenti delle banche in titoli di Stato sono cresciuti di 14,7 miliardi di euro.

Ad ottobre, ultimo dato disponibile, le imprese hanno subito una riduzione degli impieghi dello 0,7% sull'anno precedente. Rispetto ad ottobre 2011, quando è iniziato il cosiddetto credit crunch, la contrattura sfiora i 95 miliardi di euro (-9,4 per cento).

Sofferenze bancarie in crescita: +29% in un anno
Nello stesso periodo ottobre 2014-ottobre 2013, secondo le stime Cgia, le sofferenze bancarie sono invece aumentate di 29 miliardi di euro (+25,5%). Un vero e proprio boom, che conferma il trend precedente: +85% dal 2011 (66 miliardi di euro). «Con la crescita dei rischi legati all'aumento delle sofferenze - rilevano il centro studi dell'Associazione artigiani e piccole imprese - le banche italiane hanno deciso di ridurre gli impieghi alle attività economiche, privilegiando gli investimenti in Bot, Btp, Cct e Ctz». Dal 2011 al 2014, la quantità di titoli di stato italiani detenuti dalle banche residenti nel nostro Paese è infatti «pressoché raddoppiata», passando da 208,6 miliardi di euro a 414,3 miliardi di euro. Solo nell'ultimo anno, lo stock è cresciuto di 14,7 miliardi di euro (+ 3,7 per cento).

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