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Questo articolo è stato pubblicato il 08 gennaio 2015 alle ore 22:05.
L'ultima modifica è del 08 gennaio 2015 alle ore 22:12.

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“Villa Wanda” casa di Licio Gelli. (Olycom)“Villa Wanda” casa di Licio Gelli. (Olycom)

Licio Gelli, 95 anni, potrà non solo continuare a vivere tranquillamente a Villa Wanda, la dimora storica dell'ex venerabile della Loggia P2 sulle colline di Arezzo, ma da oggi potrà disporre liberamente dei suoi 32 vani e degli 11.000 metri quadrati di giardino: i reati fiscali che avevano portato nel 2013 al sequestro preventivo dell'immobile sono stati infatti dichiarati prescritti e la villa sarà dissequestrata.

Si è chiuso infatti oggi ad Arezzo il processo a carico dell'ex venerabile, dei figli Raffaello e Maurizio, della compagna Gabriella Vasile e del nipote Alessandro, tutti accusati di frode fiscale. Ai Gelli era stata contestata un'evasione per parecchi milioni, circa 17: la vicenda è quella che portò al clamoroso sequestro di Villa Wanda il 10 ottobre 2013 da parte della guardia di finanza che si presentò all'alba sul colle di Santa Maria.

La procura di Arezzo voleva evitare che la villa venisse sottratta a un'eventuale esecuzione da parte dello Stato che rivendicava il pagamento del debito fiscale. Secondo la procura, la famiglia aveva architettato prima ipoteche e poi una vendita fasulla per evitarlo. La vicenda risaliva addirittura al 1998, lo stesso anno in cui furono trovati, probabilmente con la stessa origine investigativa, i 160 chili d'oro in lingotti nascosti nel parco della villa: l'Agenzia delle Entrate di Arezzo era entrata in possesso di un testamento olografo di Licio Gelli che portò ad una serie di accertamenti fiscali.

Oggi il tribunale ha accolto l'eccezione sollevata dai legali degli imputati circa il periodo temporale troppo esteso e ha dichiarato l'avvenuta prescrizione dei reati con restituzione della villa alla famiglia. Quando i militari della Guardia di Finanza suonarono al campanello per notificargli il sequestro preventivo di Villa Wanda, Licio Gelli si stava preparando per andare ad una visita medica programmata da tempo e apparve seccato dall'inconveniente: «È una cosa vecchia, risolverò tutto», disse l'ex venerabile.

I suoi legali, in effetti, presentarono subito il ricorso al tribunale del riesame per ottenere il dissequestro della villa, ma al diniego dei giudici i legali di Gelli prospettarono anche l'ipotesi di una trattativa con Equitalia per sanare la situazione debitoria per ottenere il dissequestro. Che ora invece arriva con la prescrizione dei reati. (Ansa)

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