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Questo articolo è stato pubblicato il 14 gennaio 2015 alle ore 10:14.
L'ultima modifica è del 14 gennaio 2015 alle ore 21:41.

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Il presidente della Bce, Mario DraghiIl presidente della Bce, Mario Draghi

Nel giorno in cui è arrivato l’atteso via libera della Corte di Giustizia Ue sul programma Omt della Banca centrale europea, il numero uno Mario Draghi precisa che la Bce non ha «infinite possibilità» di agire a favore dell'economia e contro la deflazione, lasciando intendere ancora una volta, a una settimana dalla riunione del 22 gennaio, che l'Eurotower è pronta a comprare titoli governativi.

Draghi ha anche ricordato «che tutti i membri del Consiglio dei governatori sono determinati a rispettare il loro mandato, anche se ci sono delle divergenze sulla maniera di farlo». E in questo contesto, ha aggiunto, la Bce non ha comunque «possibilità infinite». Secondo il numero uno dell'Eurotower, per raggiungere a medio termine l'obiettivo di un'inflazione, al 2%, la Bce deve «mantenere i tassi bassi e lavorare a una politica monetaria espansiva che accompagni la crescita».

«Il rischio di una deflazione è ancora basso, ma maggiore di un anno fa», ha aggiunto Draghi, «Non sono auspicabili» né una inflazione né una deflazione, ha aggiunto, ma «l'inflazione è più facile da contrastare da una banca centrale». «Non siamo qui a provocare vantaggi a questo o quel paese, o a punire i contribuenti tedeschi». Precisa Draghi nell’intervista a Die Zeit. Alla domanda se si senta ferito quando economisti tedeschi gli rimproverano di agevolare i Paesi del sud, il presidente della Bce ha risposto «sì». I paesi del Sud Europa devono «realizzare le riforme», aggiungendo che «la produttivita' del paesi del Sud Europa deve aumentare». Draghi inoltre ribadisce che l'euro è «irreversibile».

La Bce non può fare riforme
«Il nostro compito non può e non deve consistere nell'accollarsi il compito delle riforme di alcuni governi», ha spiegato Draghi, sottolineando che per questo «mancherebbe la legittimazione democratica» in un ruolo del genere.

Le voci sul Colle
«È un grande onore naturalmente per me essere preso in considerazione, ma non è il mio lavoro». Nell’intervista il presidente della Bce Mario Draghi risponde anche alle voci che lo vedrebbero favorito nella corsa al Colle, ribadendo di non voler succedere a Giorgio Napolitano. «Importante è il lavoro che sto svolgendo adesso. Ne sono contento, e lo continuerò a svolgere».

Visco: «Prioritario l’acquisto di titoli di Stato rispetto a corporate bond»
La Bce deve procedere con un ampio programma di acquisti di titoli di Stato per scongiurare una spirale di deflazione e stagnazione nell'area euro. Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, in una intervista a Market News International. I titoli di Stato dovranno essere una parte «essenziale» di questo intervento, il cui ammontare potrebbe superare le cifre circolate nei giorni passati in base a speculazioni di stampa. «Stiamo considerando un ampia gamma di attivita' sui possibili acquisti, ma ovviamente il mercato dei titoli di Stato e' il piu' liquido e il piu' ampio, quindi - ha detto Visco - in definitiva questa classe di titoli va considerata essenziale per i nostri scopi». Quanto al dibattito sul se condividere o meno a livello di Eurosistema i rischi connessi ai titoli di Stato dei vari Paesi, oppure scaricarli sui bilanci delle rispettive banche centrali nazionali, Visco si dice chiaramente a favore della condivisione.

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