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Capilista e preferenze, ecco come cambia la scheda

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Capilista e preferenze, ecco come cambia la scheda

  • –Mariolina Sesto

MENO NOMINATI

Rispetto al Porcellum aumentano i candidati scelti dai cittadini anche se non

è possibile stabilire a priori quanti saranno

roma

Niente schede-lenzuolo, nessun groviglio di simboli. La scheda elettorale dell’Italicum sarà semplicissima, a prova del più inesperto degli elettori.

Il nome dei capilista

L’unico nome prestampato sulla scheda sarà quello dei capilista, uno per ciascun partito. Sono questi i candidati “imposti” dalle segreterie o scelti attraverso le primarie. Ogni partito dovrà scegliere 100 capilista, quanti sono i collegi. Ogni capolista potrà essere candidato in più collegi fino a un massimo di dieci. Se un partito ottiene in un collegio solo un seggio, questo va automaticamente al capolista.

Nessun simbolo affiancato

Sulla scheda non ci saranno simboli affiancati tra loro perché il voto non va ad una coalizione di partiti ma a una singola lista. Quindi accanto a ciascun capolista ci sarà un solo simbolo. Questo elemento tende a semplificare molto il voto e a renderlo più trasparente. L’elettore dovrà mettere la croce su di esso.

Massimo due preferenze

Accanto al simbolo di ciscun partito ci saranno poi due righe bianche: l’elettore potrà scriverci sopra il nome di due candidati scelti dalla lista che ciascun partito presenterà in ogni collegio (mediamente le liste avranno sei candidati per ogni collegio). Si potrà decidere di esprimere una sola preferenza oppure due. In quest’ultimo caso le due preferenze dovranno avere genere diverso, pena la nullità del voto. Se un partito si aggiudicherà in un collegio più di un seggio, il primo andrà al capolista, gli altri ai candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

Alternanza di genere

Per garantire la rappresentanza di entrambi i generi, l’Italicum prevede che in ciascuna circoscrizione i capilista dello stesso genere di ogni partito non possano superare il 60% del totale, pena l’inammissibilità della lista.

L’eventuale ballottaggio

Nel caso in cui al primo turno nessun partito si aggiudicherà il 40% dei voti, sarà necessario un secondo turno di ballottaggio necessario per assegnare il premio di maggioranza di 340 seggi. In questo caso la scheda elettorale sarà ancora più semplice, quasi minimalista: si fronteggeranno solo due simboli, quelli dei due partiti che al primo turno si sono classificati al primo e al secondo posto. L’elettore dovrà mettere la croce sull’uno o sull’altro.

Cosa cambia

Rispetto al Porcellum diminuiscono i candidati “imposti” dai partiti. Nella vecchia legge, dichiarata incostituzionale dalla Consulta, tutti i candidati erano scelti dalla segreterie attrarverso le cosiddette “liste bloccate”. Il partito decideva tutto: nomi e posizione in lista dei candidati. Con l’Italicum invece, a parte i capilista, gli altri candidati sono scelti dagli elettori.

Ma quanti saranno alla fine i parlamentari imposti e quelli scelti con le preferenze? Un numero preciso non c’è: esso può variare a seconda di una serie di scelte dei partiti. Secondo Matteo Renzi, in media il 40% sarà espressione della volontà dei partiti mentre il 60% sarà scelta dei cittadini attraverso le preferenze. Secondo il politologo Roberto D’Alimonte, invece, (si veda il Sole 24 Ore del 20 gennaio) la proporzione tra le due componenti si avvicina di più al 50 per cento.

Le candidature plurime

Molto dipende dall’effetto delle cosiddette “candidature plurime”. Ogni partito può infatti candidare il capolista in più collegi, al massimo dieci. Quando si verifica questa eventualità, il candidato dovrà poi optare per uno solo dei collegi in cui è stato candidato. E in quelli non optati cosa succede? Succede che viene eletto il candidato che ha ottenuto più preferenze. In questo modo, le candidature plurime fanno accrescere la fetta di candidati scelti attraverso le preferenze.

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