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La stanza di Elsa Morante rinasce alla Biblioteca Nazionale di Roma

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inaugurato spazi900

La stanza di Elsa Morante rinasce alla Biblioteca Nazionale di Roma

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha ridato vita all’officina di scrittura di Elsa Morante. Dall'attico di via dell'Oca 27, affacciato su Piazza del Popolo, la stanza che ha visto nascere molti dei capolavori della scrittrice è stata ricostruita alla Biblioteca Nazionale. Una stanza arredata con i mobili originali: c’è la scrivania, la macchina da scrivere dell'ultima stesura di “Aracoeli”, le librerie con i suoi libri, di lettura e di studio, la sua collezione di dischi. Ci sono i ritratti della scrittrice di Carlo Levi e Leonor Fini, ma anche i quadri del giovane pittore americano Bill Morrow (alcuni la Morante li utilizzò per le copertine delle sue opere). La Biblioteca nazionale ha così inaugurato “Spazi900”, un luogo da visitare e frequentare, dove “incontrare” gli scrittori del Novecento.

Un desiderio divenuto realtà
Proprio Elsa Morante ha voluto che le sue carte fossero conservate alla Biblioteca Nazionale e il suo desiderio è divenuto realtà grazie alle donazioni degli eredi, l'attore Carlo Cecchi e il nipote Daniele Morante, presenti all'inaugurazione a cui hanno partecipato, fra gli altri, anche l'attrice e nipote della scrittrice, Laura Morante, il regista Giuliano Montaldo e il linguista Tullio De Mauro. «Sarà sicuramente un momento evocativo ed emozionante per tutti coloro che hanno amato Elsa Morante e amano la letteratura» ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. «Era - ha ricordato Cecchi - desiderio di Elsa che il suo fondo andasse alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. A casa mia avevo anche i quadri di Bill Morrow a cui Elsa teneva enormemente ed ero preoccupato per il loro destino. La Biblioteca Nazionale ha fatto una cosa molto bella, quando ho visto “La Stanza di Elsa” mi sono commosso e mi sono tolto un peso». Laura Morante ha raccontato che i suoi rapporti con la zia «sono cessati quando ero bambina. Mi ricordo quando mi portò a Roma e mi regalò un presepe che conservo ancora. “Menzogna e sortilegio” è dei suoi romanzi il mio preferito».

Franceschini: le biblioteche diventino luoghi vivi
«Credo che le biblioteche possano e debbano diventare dei luoghi vivi», ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che oggi ha partecipato all'inaugurazione.«L'Italia ha un patrimonio enorme e unico al mondo di biblioteche storiche e monumentali di una bellezza straordinaria, dobbiamo valorizzarle. È un problema di risorse, ma bisogna anche crederci». E ha assicurato che il 2015 sarà l'anno delle biblioteche e degli archivi.

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