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le opposizioni dal presidente

Riforme, Mattarella riceve Forza Italia e Sel, presto anche Grillo. Salvini non andrà: «Stupore» dal Quirinale

Primi incontri con i gruppi parlamentari dell’opposizione per il neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sul tavolo, il percorso parlamentare delle riforme costituzionali, tema caldo dopo lo strappo con la maggioranza e l’abbandono della Camera nel corso delle votazioni sul ddl Boschi. E non è mancato un incidente diplomatico, con il leader della Lega Matteo Salvini (già assente alla cerimonia di insediamento di Mattarella per un «disguido» nella ricezione dell’invito) che ha fatto sapere che non parteciperà al colloquio con il capo dello Stato previsto alla fine della prossima settimana e chiesto dai parlamentari del Carroccio. Una decisione, quella di Salvini, appresa con «stupore» dal Quirinale.

Salvini: che devo andare a fare da Mattarella?
Ai microfoni di Radio Padania Salvini si era rivolto agli ascoltatori per chiedere suggerimenti: «Io ci devo andare? Cosa devo chiedere a Mattarella? Chiedergli il numero di telefono del parrucchiere?». Poi, saputo dello stupore espresso dal Quirinale, ha commentato: «Mi stupisco dello stupore del Quirinale. A parlare dei lavori in Parlamento ci andranno i capigruppo in Parlamento. Quando servirà, ci andrò io. Spero che il Quirinale sia preoccupato per la situazione in Libia, non per l’agenda di Salvini».

Brunetta: auspicio Mattarella è che riprenda dialogo su riforme
La girandola di udienze al Quirinale è comunque partita oggi da Forza Italia. Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta ha consegnato al capo dello Stato una lettera-appello in 25 punti perché «nell’esercitare il suo alto mandato, sappia ricordare quanto decisivo sia oggi recuperare risorse di coesione politica e istituzionale, quanto essenziale sia ripristinare un contesto di dialogo e rispetto». Nel memorandum il combinato disposto tra riforme costituzionali e legge elettorale è definito «un mostro giuridico che pregiudica i principi supremi della costituzione e non merita il rispetto di nessuno». L’auspicio del capo dello Stato, ha spiegato il capogruppo azzurro al termine del colloquio, è che il dialogo tra maggioranza e opposizioni sulle riforme «possa riprendere. Conoscendolo, userà tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione per ripristinare un clima di dialogo». Riforma costituzionale e nuova legge elettorale devono trovare «un alveo di ampia condivisione», ha concluso Brunetta. «Non si può pensare di chiedere la coesione nazionale di giorno e procedere a colpi di maggioranza di notte per approvare 40 articoli della Costituzione».

Vendola: no a premier che governa con colpi di mano
Dopo Fi è stata la volta di Sel. A Mattarella, Nichi Vendola ha voluto segnalare il timore che il premier possa «governare con colpi di mano, con accelerazioni che imbavagliano il Parlamento umiliandolo», mentre «il Parlamento non può essere ridotto a rango di votificio». «Non tiriamo per la giacchetta il presidente, né vogliamo trascinarlo nell'agone politico ma per noi era un dovere morale rivolgerci a lui che è il garante delle istituzioni», ha spiegato il leader di Sel al termine del colloquio. «La situazione è così grave che merita da parte del governo atteggiamenti più responsabili».

Al centro dei colloqui richiamo al governo su tutela della minoranze
A Mattarella, i leader dei gruppi parlamentari dell’opposizione hanno voluto dunque sollecitare un richiamo a governo e maggioranza sul rispetto del confronto parlamentare e la tutela delle posizioni politiche delle minoranze, in particolare sul tema centrale per la democrazia delle riforme costituzionali. Attesa in settimana anche la delegazione M5S, che ha chiesto un colloquio sul tema del reddito di cittadinanza e dell'anticorruzione.

Presto anche Grillo in visita da Mattarella
Da definire anche la “salita al Colle” del leader del Movimento pentastallato, Beppe Grillo, che questa mattina ha postato sul suo blog la lettera inviatagli dal capo dello Stato: «Mattarella ha risposto alla mia richiesta di incontro. La ringrazio Presidente! Ci vediamo al Quirinale». «La ringrazio vivamente - si legge nella missiva datata 16 febbraio - per le cortesi espressioni di augurio che ha voluto inviarmi in occasione della mia elezione a Presidente della Repubblica». «Nella sua lettera - si legge ancora - auspica anche di potermi incontrare al Quirinale e desidero assicurarle che sarò lieto di riceverla prossimamente, in una data che i nostri uffici potranno concordare».

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