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Tifosi Feyenoord, sei arresti. Danni permanenti alla…

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Il questore: «preferisco I disordini ai morti»

Tifosi Feyenoord, sei arresti. Danni permanenti alla «Barcaccia». Il questore: «Evitato il peggio»

Sono sei, tutti attualmente detenuti nel carcere romano di Regina Coeli con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, i tifosi del Feyenoord arrestati ieri nel corso degli scontri avvenuti a Piazza di Spagna, nella capitale. Per i disordini di due giorni fa a Campo de’ Fiori sono già stati condannati 19 hooligans. E se alla Barcaccia, la celebre fontana del Bernini, sono stati rilevati danni permanenti (110 scalfiture), ci sono già le prime stime anche delle perdite economiche, pari a 3 milioni di euro, dei commercianti costretti, a partire dalla sera del 18 febbraio e per tutta la giornata di ieri, a chiudere i negozi nel centro. Mentre il sindaco Ignazio Marino attacca di nuovo prefettura e questura («Roma non è sicura»), il questore Niccolò D’Angelo si difende: «Abbiamo evitato il peggio, meglio i disordini che i morti».

Marino: danni non quantificabili
La polemica sulla sicurezza divampa insomma nelle stanze del potere romano, con Marino che si è detto «infuriato» per le azioni vandaliche dei tifosi e ha accusato esplicitamente i vertici delle forze dell’ordine, il prefetto e il questore prima di tutti di non essere stati all’altezza della sfida. «Abbiamo verificato ieri che Roma è insicura», ha affermato il sindaco. Insicura anche davanti a potenziali attacchi terroristici. «Esigo che la Capitale d’Italia abbia la gestione della sicurezza all’altezza di un Paese del G8». Poi la richiesta al ministro dell’Interno Angelino Alfano, con il quale si deve incontrare oggi per valutare quanto accaduto: «Sono mesi che parliamo di criticità. Qui abbiamo un numero di forze dell’ordine esiguo per la capitale d’Italia. Vogliamo centinaia di uomini in più perché siamo uno dei potenziali obiettivi del terrorismo».

Il questore: «Preferisco i disordini ai morti»
Nicolò D’Angelo, questore di Roma, interviene sugli incidenti: «Nessuna sottovalutazione, sapevamo dei rischi e abbiamo schierato 1.800 uomini, 600 solo nel centro storico. Preferisco disordini, qualche lattina scagliata, anche qualche danno ai morti. Morti io non ne faccio, non intervengo militarmente. Non siamo intervenuti per evitare il peggio». «A piazza di Spagna - ha continuato D’Angelo - abbiamo assistito al degrado urbano, ma se in quel momento fossimo intervenuti avremmo iniziato gli scontri e nella piazza c’erano donne, anziani e bambini. Alle 16 c’erano i bambini che uscivano dagli asili». È stata evitata, secondo il questore, «una strage di innocenti».

«Ho operato male? Sono qua?»
Il bilancio, per le forze dell’ordine, è di 31 poliziotti e 9 carabinieri feriti. «Abbiamo preso le botte ma abbiamo portato il risultato a casa». Secondo D’Angelo, il servizio di prevenzione della polizia intorno allo stadio Olimpico ha permesso di individuare anche una quarantina di tifosi romanisti. «Al termine della partita abbiamo fermato quaranta tifosi della Roma che si erano nascosti a Colle Oppio con i bastoni per vendicarsi sui tifosi del Feyenoord» anche per la provocazione dell'immagine circolata sui social della Lupa decapitata, riferisce D’Angelo. «Fortunatamente - continua - li abbiamo bloccati e portati via». «Se qualcuno pensa che io abbia operato male, sono qua», ha concluso. Ma «se dovessi tornare indietro rifarei la stessa scelta. La nostra preoccupazione era quella di evitare risse tra tifoserie, episodi gravi come accoltellamenti. Abbiamo portato i tifosi allo stadio e li abbiamo fatti uscire in totale sicurezza».

L’ambasciatore olandese: paghino i colpevoli
Nel primo pomeriggio, Marino ha incontrato l’ambasciatore olandese in Italia Michiel Den Hond. «Ho avuto una lunga conversazione, gli ho riferito il senso di offesa della città e il forte disappunto che provo. Non riesco a giustificare come possano accadere cose del genere», ha commentato Marino. «L’ambasciatore mi ha detto che non si sentono responsabili dell’esborso economico per riparare la fontana del Bernini. Ne prendo atto. La buona notizia rispetto a questo chiaro e legittimo rifiuto del Governo olandese - ha proseguito Marino - è che molte aziende italiane, istituzioni e banche da ieri sera mi hanno telefonato dicendo che sono disponibilissime a pagarne i costi». A Marino ha indirettamente risposto Aart Heering, portavoce dell’ambasciatore olandese: «È prematuro dire che l’Olanda non vuole pagare i danni, occorre prima di tutto quantificarli e poi ricercare i colpevoli. Il sindaco ha detto “chi rompe paga”, e noi siamo d’accordo, devono pagare i colpevoli, non il Governo olandese». Attualmente, ha sottolineato Marino, «non sono assolutamente in grado di dare una cifra» sui costi. «Il costo è sicuramente molto alto se mettiamo insieme il danno d’immagine ed economico a chi svolge attività commerciali in quella zona. Che a un certo punto è diventata area di guerriglia urbana».

L’assessore Martinelli: danni permanenti alla Barcaccia
Di sicuro c’è il danno alla fontana del Bernini. «La mappatura delle scheggiature appena terminata ha rilevato circa 110 scalfiture, un danno permanente e non recuperabile che lascia una ferita indelebile», ha reso noto l’assessore alla Cultura di Roma, Giovanna
Marinelli. Di danni indelebili ha parlato anche il sovrintendente ai beni culturali di Roma, Claudio Parisi Presicce: «È evidente che persone si sono accanite con il tiro delle bottiglie, come peraltro accertato con le immagini video. Hanno danneggiato in maniera indelebile la superficie della fontana. I colpi diventeranno invisibili solo con il tempo». Questa mattina la storica «Barcaccia» era comunque transennata e già ripulita dai rifiuti e dalle bottiglie ma ancora vigilata.

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