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Fiducia delle imprese ai massimi dal 2011

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Fiducia delle imprese ai massimi dal 2011

La fiducia dei consumatori e delle imprese a febbraio mette a segno un balzo. Quella dei consumatori sale a 110,9 punti (da 104,4 di gennaio), al top dal giugno del 2002, ovvero quasi da tredici anni. La fiducia delle imprese a febbraio sale ai massimi dal giugno del 2011, con l'indice che si porta a 94,9 punti (da 91,6 di gennaio). Lo rileva l’Istat, che sembra confermare il cambio di passo del Paese nel 2015 rispetto all’anno scorso. Di sicuro il 2014 è partito con il piede sull'acceleratore, visto che anche a gennaio l'indice era risultato in aumento su dicembre, ma il rialzo di febbraio è un exploit con pochi precedenti. L’Istat certifica però anche che nel 2014 i consumi sono rimasti al palo, con le vendite al dettaglio giù dell’1,2%, a causa della flessione dell'1,1% dei prodotti alimentari e dell'1,2% dei non alimentari. Ancora un segno negativo (dal 2010), dunque, con la grande distribuzione nel 2014 ha riportato un calo dello 0,4% e le imprese operanti su piccole superfici dell'1,8%.

Fiducia imprese febbraio a massimi da 2011
La fiducia delle imprese a febbraio sale ai massimi dal giugno del 2011, con l'indice che si porta a 94,9 punti (da 91,6 di gennaio). Lo comunica l'Istat, spiegando che la rilevazione potrebbe risentire anche degli effetti di quanto accaduto negli ultimi giorni di gennaio, quando è stato annunciato il Qe. Si tratta del secondo aumento consecutivo, dopo gennaio. Nel dettaglio, spiega l'Istat, migliora il clima di fiducia sia delle aziende dei servizi di mercato (a 100,4 da 94,9), sia del commercio al dettaglio (a 105,3 da 99,4) che della manifattura (a 99,1 da 97,6). Scende invece, anche se lievemente, quello delle imprese di costruzione (a 76,6 da 77,4).

Balzo fiducia consumatori febbraio, top da 2002
Anche la fiducia dei consumatori a febbraio mette a segno un balzo, con l'indice che misura l'ottimismo che sale a 110,9 punti (da 104,4 di gennaio), al top dal giugno del 2002, ovvero quasi da tredici anni. Guardando ai principali eventi accaduti nel corso della rilevazione, si va dall'elezione del presidente della Repubblica ai dati positivi sull'occupazione.

Miglioramento netto delle aspettative sull’occupazione
Può avere influito sull'impennata della fiducia anche la serie di dati e previsioni positive sull'economica, che si succedono dai primi giorni di questo mese. Non a caso, fa notare l'Istituto di statistica, a registrare l'aumento più forte è proprio la componente economica della fiducia, ovvero quella relativa alla situazione generale del Paese, che passa a 130,9 da 111,1, mentre i giudizi e le attese su tutto ciò che attiene alla sfera personale, o meglio alle condizioni e ai bilanci della famiglia, sale “solo lievemente”, a 103,7 da 102,2. L'ottimismo inoltre sembra rivolto più verso il futuro che il presente: scomponendo il clima di fiducia su base temporale, si registra un aumento più significativo per quello che guarda in avanti (a 116,6 da 107,4), rispetto a quello corrente, o attuale, (a 106,7 da 102,5). Nel dettaglio, sottolinea l'Istat, «migliorano decisamente» le aspettative su un calo della disoccupazione.

Vendite al dettaglio giù dell’1,2% nel 2014
L’anno scorso è stato invece segnato dall’ennesimo stop dei consumi. Le vendite al dettaglio nel 2014 hanno registrato un calo dell'1,2%, dovuto alla flessione dell'1,1% dei prodotti alimentari e dell'1,2% dei non alimentari. Ancora un segno negativo (dal 2010), anche se la discesa rallenta. La grande distribuzione ha riportato un calo dello 0,4% e le imprese operanti su piccole superfici dell'1,8%. A dicembre le vendite sono scese dello 0,2% su mese e salite dello 0,1% su base annua. Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di dicembre 2013, le vendite segnano un aumento per le imprese della grande distribuzione (+0,6%) e una flessione per quelle operanti su piccole superfici (0,4%).

Retribuzioni: +0,7% a gennaio, +1,1% tendenziale
L’Istat comunica anche che nel mese di gennaio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato rispetto al mese precedente dello 0,7% e dell'1,1% nei confronti di gennaio 2014. Alla fine di gennaio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato.

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