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Lega verso la scissione, sei parlamentari «tosiani» in uscita

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la spaccatura nel carroccio

Lega verso la scissione, sei parlamentari «tosiani» in uscita

Sono in tutto sei - tre al Senato e tre alla Camera - i parlamentari veneti eletti nella fila della Lega Nord che potrebbero uscire dai gruppi a Montecitorio e Palazzo Madama in seguito alla rottura tra Matteo Salvini e Flavio Tosi, con l’espulsione di quest’ultimo. Tre su cinque veneti al Senato, tutte donne: Patrizia Bisinella, compagna del sindaco di Verona; Raffaela Bellot ed Emanuela Munerato, ex operaia e sindacalista. Anche alla Camera sono dati in uscita tre su cinque veneti: Matteo Bragantini, Emanuele Prataviera e Roberto Caon. Sarebbe la replica in Parlamento di quanto già successo nel consiglio regionale veneto dove tre consiglieri «tosiani» hanno abbandonato la Lega e creato un nuovo gruppo, denominato “Impegno veneto”. Intanto Tosi, che si preparerebbe a lanciare la sua candidatura alternativa a governatore del Veneto, si muove in proiezione nazionale per la ricostruzione di un centrodestra moderato: «Io sto lavorando per una vera alternativa di centrodestra, anche se è difficile».

Gruppi Carroccio non a rischio
L’iniziativa non dovrebbe mettere a rischio la sopravvivenza dei gruppi Lega. A Palazzo Madama, i senatori del Carroccio sono quindici e il regolamento stabilisce in dieci la soglia minima per la permanenza del gruppo. Quindi, se le tre senatrici vicine a Tosi lasceranno la Lega, il gruppo comunque sarà composto da dodici membri e non corre rischi. Alla Camera, invece, decide l'ufficio di presidenza caso per caso, non essendo presente nel regolamento una norma analoga a quella contenuta nel regolamento del Senato, in cui si precisi che il requisito numerico (venti deputati) sia condizione non soltanto per la costituzione del gruppo ma anche per la sua permanenza. Con tre defezioni il gruppo della Lega scenderebbe a quota 17, sotto la soglia minima. Ma ci sono precedenti, almeno tre, in cui un gruppo sceso sotto i venti componenti non è stato sciolto.

Tosi: lavoro a vero centrodestra
Intanto Tosi si muove in proiezione nazionale per la ricostruzione di un centrodestra moderato. «Io sto lavorando per una vera alternativa di centrodestra, anche se è difficile. Sarebbe strano assai se cercassi intese con la sinistra», ha dichiarato il sindaco di Verona. «Questo non è un paese normale, c'è un centrosinistra che vince perché al di là c'è il nulla», ha concluso Tosi.

Salvini: a primavera iniziativa su indipendenza Padania
E se Tosi ambisce a diventare il leader di un centrodestra moderato il segretario leghistaleghista Matteo Salvini ha rivendicato oggi (malgrado la nuova “vocazione nazionale”, con sterzata a destra) i temi del federalismo e dell'indipendenza della Padania. «Stiamo lavorando a una grossa iniziativa con Gilberto Oneto per la prossima primavera sull'indipendenza della Padania e l'autonomia dei territori», ha affermato il segretario federale della Lega Nord, sollecitato da una domanda sul tema da un ascoltatore di Radio Padania. «Il problema è come arrivare al riconoscimento dell'autonomia e a quello che Miglio riteneva la valorizzazione delle diversità: devo avere i numeri».

«Basta cure gratis a clandestini»
Salvini ha poi rilanciato le sue battaglie anti-immigrati. Lo ha fatto stigmatizzando le cure gratuite agli irregolari. «I clandestini hanno diritto a cure gratis: la Lombardia ha speso 100 milioni e lo Stato le rimborsa zero. Io sospenderei cure a clandestini!» ha scritto su Twitter il segretario federale. E sul suo profilo Facebook ha aggiunto: «Fosse per me, da domani mattina sospenderei qualsiasi prestazione ai clandestini, finché qualcuno pagherà! Per qualcuno sarà razzismo, per me è giustizia e buon senso». Una presa di posizione stigmatizzata dal Pd. «Quando la politica ricerca il consenso sulla pelle degli esseri umani allora è il segno che si sta rischiando la barbarie nella nostra società», ha detto Emanuele Fiano, della segreteria nazionale dem.

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