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Fisco, dichiarazioni 2014: i redditi più alti in Lombardia,…

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i dati del mef

Fisco, dichiarazioni 2014: i redditi più alti in Lombardia, Calabria ultima

Sono 41 milioni i contribuenti italiani che hanno presentato le dichiarazioni Irpef con i modelli Unico e 730 nel 2014 per un reddito dichiarato totale di circa 811 miliardi: 20.070 euro in media, in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Ma i contribuenti, complice della crisi, scappano dal fisco. I dati arrivano dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.

Contribuenti in fuga dal fisco
Ma il numero dei contribuenti è in calo dell’1% (-425mila contribuenti), soprattutto a causa dei lavoratori dipendenti (-334mila), in particolare quelli a basso reddito e i più giovani (under 24 e 25-44 anni). Diminuiscono anche i soggetti che dichiarano reddito d’impresa (-60mila).

In Lombardia il reddito medio più alto
Guardando al reddito mediano e non medio, non influenzato cioè dai valori particolarmente elevati, l’importo scende da 20.070 euro a 16.213 euro: ciò significa che la metà dei contribuenti non supera questa cifra. In Lombardia il reddito medio complessivo più elevato (23.680 euro), seguita dal Lazio. La Calabria è invece la Regione con il reddito medio più basso (14.390 euro).

Da dipendenti e pensionati l’82% del reddito dichiarato
I redditi da lavoro dipendente e da pensione superano l’82% del reddito complessivo dichiarato e quelli da pensione per la prima volta superano il 30% del totale. I lavoratori autonomi hanno però il reddito medio più alto: 35.660 euro. Gli imprenditori si assestano a 17.650 euro, meno dei dipendenti (20.600 euro) e poco più dei pensionati (16.280 euro). Ma - chiarisce il Mef - «per imprenditori nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo chi esercita attività economica in forma societaria». Insomma, non si tratta di sinonimo di “datori di lavoro”.

Imposta netta dichiarata in lieve aumento
L’imposta netta Irpef ha un valore medio di 4.910 euro (+0,6% rispetto all’anno precedente) ed è dichiarata da circa 31 milioni di contribuenti, pari al 76% del totale. Circa 10 milioni di persone sono incapienti: hanno un’imposta netta pari a zero. L’imposta netta totale dichiarata ammonta a 152,2 miliardi.

La batosta da governatori e sindaci
L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2013 a circa 11,2 miliardi di euro, l’1,5% in più rispetto al 2012. L’addizionale regionale media è di 370 euro (contro i 360 del 2012). La più alta è nel Lazio (470 euro), seguito dalla Campania (440 euro). La “colpa” è degli automatismi fiscali previsti in caso di deficit sanitario: entrambe le Regioni sono in piano di rientro. L’addizionale comunale ammonta invece a 4,4 miliardi, l’8,9% in più rispetto al 2012 (quando si era registrato l’aumento record del 20%) con un importo medio di 170 euro che va da un massimo di 220 euro del Lazio a un minimo di 60 euro a Bolzano.

Tra i bonus la cedolare secca fa il boom
La cedolare secca fa boom: i redditi da fabbricati di immobili locati soggetti a tassazione sostitutiva aumentano del 23,9% (per l’aliquota al 21%) e del 37,3% (per l’aliquota al 15%). In generale, i redditi da fabbricati aumentano del 31,4% (passando a 27,8 miliardi). Un aumento condizionato dal reddito delle abitazioni principali non soggette a Imu, che concorrono di nuovo alla formazione del reddito complessivo (per un importo di 4,9 miliardi di euro), e dall’imponibilità al 50% del reddito di immobili non locati, soggetti a Imu, situati nello stesso Comune in cui si trova l’abitazione principale (stimati in circa 701 milioni di euro). I redditi dominicali e agrari presentano a loro volta un incremento rispettivamente del 29,1% e del 12,6% rispetto al 2012, influenzato dall’ulteriore rivalutazione del 15%26 da applicarsi sul valore già rivalutato ai sensi della legge 662/1996.

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