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Dopo Yuppie e Hipster ora è il tempo degli Yuccie. Sei uno Young urban…

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Nuove identità professionali

Dopo Yuppie e Hipster ora è il tempo degli Yuccie. Sei uno Young urban creative?

Da qualche giorno il nostro vocabolario va arricchendosi di un nuovo termine che designa una figura professionale in ascesa nella scena sociale. È lo yucci,e un neologismo coniato dal giornalista newyorkese David Infante sul sito “Mashable”per indicare i Young Urban Creative, da cui l'acronimo, ossia giovani creativi metropolitani.

Ma se ai loro tempi gli yuppie (Young Urban Professional), i rampanti protagonisti degli anni Ottanta celebrati nel film “Wall Street” di Oliver Stone, erano disposti a tutto, anche a vendersi l'anima per la carriera di successo e il denaro, i subentrati giovani creativi metropolitani non vogliono compromettersi altrettanto per fare i soldi. Così come il termine yuccie è una evoluzione, un “offspring” di yuppie, lo è pure di un'altra parola hipster in auge agli inizi degli anni Novanta per definire quei 20/30enni con uno stile di vita “indie” ostentato da radicali scelte di consumo e ben rappresentate nel film “Her” di Spike Jonze. Non a caso l'articolo in cui compare per la prima volta la figura dello yuccie è intitolato «L'hipster è morto e potrebbe non piacerti cosa viene dopo». Per capire cosa stia venendo dopo fai il test anche per capire se ti riconosci o meno negli yuccie di cui prima diamo brevi cenni. Innanzitutto è un fenomeno generazionale americano che riguarda principalmente i Millenials, ossia i nati a cavallo di fine e inizio Millennio, ma che si sta diffondendo anche a Milano nella zona di Paolo Sarpi e nei quartieri Isola e Lambrate.

Sono giovani con l'ambizione di mettersi in proprio e pur di dare spazio alla propria creatività disposti a rinunciare a certezze di tipo retributivo tipico dei lavori meno creativi. Lo stesso Infante racconta di avere rinunciato a un posto ben pagato in un'azienda farmaceutica, nell'area marketing, per fare lo stagista in una redazione di giornale prima di diventare collaboratore di altre testate. Insomma ora viene pagato per un'attività intellettuale ed è quella a cui ambiscono gli yuccie, persone che vogliono dettare la linea più che seguirla.

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