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Questo articolo è stato pubblicato il 30 giugno 2015 alle ore 06:37.

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Dopo le bufere sul Campidoglio seguite all’inchiesta su Mafia Capitale, prosegue il lavoro del sindaco Ignazio Marino per dare al Comune una parvenza di normalità. Con la speranza che il tempo stemperi le tensioni con il premier Matteo Renzi (che di fatto l’ha sfiduciato, con il suo «governi o vada a casa»). Ieri è stata la volta della inaugurazione di sei nuove stazioni della Metro C, la terza linea della capitale, che piano piano dalla periferia si avvicina al centro. Ma sullo sfondo aleggia sempre lo spettro del commissariamento: lo spartiacque dovrebbe essere metà luglio, quando il prefetto Franco Gabrielli esprimerà il suo parere su un eventuale scioglimento del Comune per mafia.

A rincuorare Marino, ieri, c’è stata, all’inaugurazione delle nuove fermate della metro, anche la presenza del ministro dei Trasporti, il renziano Graziano Delrio: «Oggi è una bella giornata – ha commentato il ministro –. Le metropolitane sono la terapia efficace a molte malattie delle nostre città». Questo il commento del sindaco: «Se avessi detto all’inizio della consiliatura quando ho visitato i cantieri, trovato la talpa smontata, le betoniere ai Fori e le proteste, di inaugurare 18 km di stazioni entro due anni nessuno ci avrebbe creduto. Sono molto orgoglioso di questo risultato». E in effetti quella di Metro C è una storia fatta di ritardi, lievitazione dei costi, un’inchiesta della magistratura e rilievi severi della Corte dei Conti: un danno per l’erario tra il 2006 e il 2010 a causa del rinvio dei lavori e di un aumento dei costi di 364 milioni di euro.

Ma non ci sono state solo belle notizie ieri per il sindaco: il consorzio Metro C, che sta realizzando l’opera, ha disertato l’inaugurazione, annunciando che citerà per danni il Campidoglio per gli arretrati non pagati. Sul futuro della linea C a breve dovranno decidere il Campidoglio e ministero dei Trasporti. «Abbiamo aperto un tavolo, dove valuteremo limiti e opportunità del progetto», ha spiegato Delrio, assicurando anche che, nel caso, il governo farà la sua parte: «Sui progetti veri, i finanziamenti per le metropolitane, come Governo, li dobbiamo trovare perché sono una priorità tra le tante opere». Per ora al dicastero di Porta Pia è stato consegnato il progetto di prolungamento, da 1,3 miliardi di euro, dai Fori Imperiali a Ottaviano (con l’allacciamento con la Metro A). Ma la candidatura ai Giochi Olimpici del 2024 potrebbe essere uno stimolo a far arrivare la linea fino a Farnesina.

Alla presentazione delle nuove stazioni c’era anche l’assessore ai Trasporti, il renziano Guido Improta, che ha ribadito la volontà di dimettersi «per scelta personale». Per ora il suo addio alla giunta è stato rinviato in attesa della decisione del prefetto Gabrielli. Anche in caso di mancato scioglimento, il sindaco dovrà comunque affrontare un difficile rimpasto di giunta (oltre a Improta è dato in partenza un altro pezzo da novanta: Silvia Scozzese, assessore al Bilancio). Dopo la relazione di Gabrielli, il governo potrebbe decidere di sciogliere il Comune per violazione di legge (anche se Marino potrebbe ricorrere al Tar). In caso contrario, il premier potrebbe cogliere l’opportunità del rimpasto per imporre suoi fedelissimi al sindaco. Altrimenti Marino potrebbe essere costretto a lasciare con le dimissioni di metà più uno dei consiglieri comunali (ne potrebbero bastare 6 del Pd più quelli di opposizione). Anche perché in Assemblea capitolina la situazione è di stallo. Il presidente della Commissione Bilancio Alfredo Ferrari (finito nelle intercettazioni ma non indagato) si è dimesso dal suo incarico e si è autosospeso dal Pd. Ancora non è stato individuato il suo successore. Anche l’ex capogruppo Pd Francesco D’Ausilio si è dimesso da consigliere (anche lui è finito nelle intercettazioni, ma non indagato). Verrà inoltre presentata domani, e probabilmente discussa la prossima settimana, la delibera che dimezza le commissioni.

Intanto, oggi il sindaco sarà ascoltato dalla commissione parlamentare d’inchiesta sull’accoglienza. Mentre giovedì è atteso a Milano al Consiglio nazionale del Coni per presentare la candidatura di Roma alle olimpiadi 2024.

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