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Italicum, ecco quali sono i 100 nuovi «collegi plurinominali»

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Italicum, ecco quali sono i 100 nuovi «collegi plurinominali»

  • –di V.N.

Tra le novità dell'Italicum, la nuova legge elettorale per la Camera dei deputati entrata in vigore il 23 maggio scorso (ma che una clausola di salvaguardia rende applicabile solo dal 1° luglio 2016) ci sono al taglio delle circoscrizioni elettorali (20, corrispondenti alle Regioni, rispetto alle 27 previste dal Porcellum) suddivise al loro volta in 100 collegi plurinominali (fanno eccezione Valle d`Aosta e Trentino-Alto Adige, per le quali sono stati reintrodotti i collegi uninominali).

Ma quanti collegi verranno esattamente attribuiti per ciascuna circoscrizione? Alla ripartizione provvede ora, come previsto dalla neonata legge elettorale (52/2015) un decreto legislativo del governo: l'assegnazione vede in testa la Lombardia (17 collegi), seguita da Campania (10), Sicilia e Lazio (9).

In media, 582mila abitanti per collegio
A scalare, tutte le altre: Veneto e Piemonte (8 collegi); Emilia Romagna e Puglia (7); Toscana (6); Sardegna, Calabria, Marche e Liguria (3); Abruzzo e Friuli Venezia Giulia (2) e in coda Umbria, Molise e Basilicata, cui spetta un solo collegio, in modo da rispettare l'omogeneità degli stessi collegi per popolazione, che si attesta, in media nazionale, intorno ai 582mila abitanti.

La ripartizione territoriale di dettaglio
Lo stesso Dlgs, trasmesso ieri alle commissioni parlamentari competenti per il parere di rito e che qui anticipiamo, fissa poi lo step ulteriore: l'esatta composizione territoriale, a livello di Provincia ma spesso anche di Comune, di ciascun collegio plurinominale in cui sono ripartite le 20 circoscrizioni “regionali”. In pratica, quale territorio sarà chiamato ad eleggere in concreto i 618 deputati (12 seggi sono da attribuire nella circoscrizione Estero), dai 101 attribuiti alla Lombardia (la circoscrizione che elegge più deputati) al Molise (quella che ne elegge di meno, 3 in un solo collegio).

I criteri seguiti nel lavoro di “ritaglio”
Ne deriva una tabella di 10 pagine in cui la commissione di studio ministeriale che ha lavorato sul provvedimento ha provato a “tradurre” i criteri direttivi previsti dalla legge delega: innanzitutto la «coerenza territoriale», ovvero la definizione quanto più possibile di collegi plurinominali «compatti per prossimità reciproca della popolazione residente e per l'appartenenza del collegio ad ambiti territoriali amministrativi e funzionali già definiti e “vissuti” dalla stessa popolazione». Altri criteri, quello di assicurare «l'integrità provinciale fin dove possibile tenuto conto delle soglie demografiche fissate dallo stesso Italicum e quello di cercare di includere le minoranza linguistiche «nel minor numero possibile di collegi», come spiega la relazione illustrativa del Dlgs.

Come funziona l’assegnazione dei seggi
L'assegnazione dei seggi della Camera, lo ricordiamo, avviene su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei resti più alti: le percentuali ottenute dai partiti ottenuti a livello nazionale vengono proiettate sui 100 collegi, in ognuno dei quali possono essere eletti un minimo di tre e un massimo di 9 deputati (in media 6-7).

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