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Unioni civili, Bagnasco: «Omologare è contro la logica»

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intervista a radio vaticana

Unioni civili, Bagnasco: «Omologare è contro la logica»

Le unioni civili non possono essere omologate alla famiglia «perché sono realtà diverse». Dopo l'intervista di sabato al Corriere della Sera in cui ha espresso il no della Chiesa alla regolamentazione delle forme di convivenza fra persone anche dello stesso sesso in discussione in Parlamento, il presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco continua il pressing su governo e maggioranza, divisa sulla risposta da dare al vescovo di Genova. Parlando oggi a Radio Vaticana Bagnasco ha ribadito la necessità di «riconoscere la diversità delle realtà» e trattare le singole realtà secondo la concreta situazione: «Omologare automaticamente mi pare che sia contro la logica».

No alle polemiche: «Deforma la realtà delle cose»
A fronte del clamore suscitato dalle sue parole, con il governo deciso ad andare avanti e a condurre in porto la riforma entro l'anno e l'opposizione di centrodestra pronta a cavalcare l'attrito con la Chiesa per farla naufragare, Bagnasco ha però condannato il clima di scontro delle ultime ore. «La polemica - ha sottolineato - non aiuta certamente ad affrontare nessun problema, nessun discorso, perché deforma la verità, la realtà delle cose».

Rispetto reciproco garanzia di dialogo efficace
La strada giusta è quella di affrontare la discussione «con serenità di giudizio, con onestà intellettuale», con la volontà «di trovare veramente e serenamente il meglio». Quanto al rapporto tra Stato e Chiesa su un tema così controverso come le unioni tra persone dello stesso sesso, « nessuno può fare delle ingerenze, nel modo più assoluto: tutti devono portare il proprio contributo rispettando le responsabilità di ciascuno». Per il leader della Cei «se ci parliamo dobbiamo farlo con sufficiente chiarezza - la maggiore chiarezza possibile - e con il rispetto dovuto per tutti. Quindi, uno stile della massima comunicazione, trasparenza, chiarezza e - ripeto e aggiungo - rispetto».

Delrio: «Una legge sulle unioni civili va fatta»
Il governo, almento per ora, non sembra propenso al passo indietro, nonostante le fibrillazioni dell’Ncd, che chiede di vietare per legge la possibilità dell’utero in affitto, premessa ad una intesa sui diritti dei conviventi nell’ambito del disegno di legge della senatrice dem Monica Cirinnà. La nuova presa di posizione di Bagnasco segue infatti le parole del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che questa mattina in conferenza stampa al Meeting di Rimini ha spiegato che «una legge sulle unioni civili va fatta», perchè «è un tema importante», che non potrà comunque «intaccare l'importanza del matrimonio così come è regolato dalla Costituzione».

Prove di dialogo Pd-Ap sul no all’utero in affitto
In questo scenario, Alleanza popolare (Ncd-Udc) rilancia intanto il divieto per legge all’utero in affitto, proposto dal coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello. Ad animare il dibattito ci pensano la senatrice Pd Emma Fattorini, prima firmataria dell'emendamento che non equipara le unioni civili al matrimonio del ddl Cirinna, e la parlamentare di centrodestra Eugenia Roccella, che auspicano in pratica la ricerca di un accordo sulle unioni civili basato sul divieto della maternità surrogata. Per Fattorini, è inaccettabile «che il corpo della donna venga utilizzato come fosse una mera incubatrice per una procreazione altrimenti impossibile», ed è quindi urgente «trovare un accordo contro la maternità surrogata e, insieme, una buona e veloce legge sulle coppie omosessuali». Roccella, da parte sua, sollecita l'area moderata e cattolica del Pd e esprimere «un chiaro e deciso rifiuto nei confronti del `liberismo procreativo´», sostenendo «un emendamento al ddl sulle unioni civili che ne caratterizzi e ne modifichi profondamente l'impostazione».

Cirinnà: sì al confronto ma testo non verrà snaturato
In attesa che il 2 settembre il ddl che porta il suo nome torni all’attenzione della commissione Giustizia del Senato la dem Monica Cirinnà, ostenta sicurezza perchè «i numeri in commissione e in aula ci sono anche senza il supporto dei colleghi di Ncd». Quindi, ha spiegato oggi, sì al dialogo con tutti «ma il testo non verrà snaturato». Le unioni civili, ha ribadito, sono «un istituto giuridico diverso dal matrimonio e, quindi, penso che una composizione si possa trovare», senza però passi indietro su punti qualificannti come «diritti sociali, reversibilità della pensione ed estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner».

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