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Ddl concorrenza, via libera della Camera con 269 sì e 168 no.…

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ORA PAROLA AL SENATO

Ddl concorrenza, via libera della Camera con 269 sì e 168 no. Ora parola al Senato

Via libera dell’Aula della Camera con 269 sì e 168 no (23 gli astenuti) al disegno di legge annuale sulla concorrenza, che ora passa al vaglio del Senato. Nella maggioranza Scelta Civica ha deciso di astenersi, dopo l’alt di ieri alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Il testo - varato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio scorso - interviene su un ampio ventaglio di settori, dalle professioni all’energia, dai servizi postali alla RcAuto. Sempre ieri, l’assemblea ha approvato il cosiddetto “emendamento Booking” che annulla gli accordi che obbligavano gli alberghi a non fare offerte personalizzate al cliente, sia online che offline, a prezzi e condizioni migliori rispetto a quelle dei portali, in particolare Booking.com.

La ministra Guidi: «Più competizione e più trasparenza»
Immediata la soddisfazione della ministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che ha parlato di «importante traguardo» per «favorire la crescita e i consumatori, rendendo l’Italia un Paese più attrattivo nei confronti degli investitori esteri. Il provvedimento - ha aggiunto - intende rimuovere gli ostacoli alla competizione e va nella direzione voluta dal Governo di ammodernare settori significativi per l’economia del Paese». Guidi auspica ora che il Senato «possa arricchire il testo nel rispetto dei tempi previsti, portando all’approvazione finale del provvedimento entro la fine dell’anno».

I relatori (Pd): è svolta nella lotta ai monopoli
Esultano i relatori Silvia Fregolent e Andrea Martella, vicepresidenti Pd alla Camera, secondo cui «l’approvazione del ddl rappresenta una prima, fondamentale tappa nel cammino verso un mercato più libero e concorrenziale. Con il voto si segna una svolta nella lotta ai vari monopoli e oligopoli italiani, e si offrono maggiori garanzie ai cittadini».

Scelta Civica: «Sul nostro emendamento veto di Ncd»
Ma Scelta civica rifiuta ogni entusiasmo. «Siamo l’unico partito che fa della libertà di mercato la sua bandiera, e la valutazione si fa sui voti, non sulle chiacchiere», ha spiegato in Aula il capogruppo Andrea Mazziotti motivando l’astensione e aggiungendo che «se i voti sono sempre in senso opposto non ci si può definire liberali, siamo qui per smascherare questo tipo di atteggiamento, non pensiamo che questo Governo dovrebbe cedere ai veti». L’allusione è al Nuovo Centrodestra, come ha spiegato la deputata Adriana Galgano, in prima linea perché fosse data la possibilità ai farmaci C con obbligo di ricetta di essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione, come già avviene per i medicinali della stessa fascia senza obbligo di ricetta: «Noi avevamo chiesto un segnale al Governo forte sulla fascia C e non avevamo posto veto su altro perché noi riteniamo che il compito di una forza di maggioranza non sia porre veti. Mentre un’altra forza di coalizione lo ha posto perché è chiaro che Ncd ha posto un veto sul nostro emendamento. Noi abbiamo chiesto al Governo di rimettersi all’Aula, il Governo non ha voluto farlo. Quindi considerando questo provvedimento un provvedimento di occasioni perse ci asteniamo».

Voto contrario da Sel, Fi e M5S, verdiniani a favore
Scontato il voto contrario al provvedimento da parte di Sel e del Movimento Cinque Stelle, che hanno accusato la maggioranza di essere ostaggio delle lobby dei farmacisti. Ha votato “no” anche Forza Italia, mentre i verdiniani di Ala fuoriusciti da Fi per aderire al Gruppo Misto hanno votato a favore. Confermando l’appoggio esterno alla maggioranza, come avvenuto in Senato nel corso del voto agli emendamenti sul ddl Boschi.

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