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Parte la lunga marcia di fine anno delle tasse. Università: calano le matricole, soprattutto al Sud

Il calendario del Fisco ricorda che oggi - volendo - si potrebbe anche pagare la seconda rata degli acconti di Unico, vale a dire Irpef, Ires, Irap e cedolare secca da versare entro il 30 novembre. In realtà, più che avviare un'improbabile corsa ai pagamenti, la data di oggi segna l'inizio della lenta marcia agli adempimenti e alle imposte di fine anno, che passerà attraverso le forche caudine del 16 dicembre - giorno di Imu e Tasi, oltre che ultimo appuntamento con la tassazione della prima casa - e si chiuderà il 28 dicembre con l'Iva. Uno slalom tra adempimenti e scadenze. Sul Sole 24 Ore di lunedì 2 novembre tutti gli approfondimenti.

Università: diritto allo studio dimenticato, calano le matricole, soprattutto al sud
La manovra che ha appena iniziato al Senato il proprio cammino parlamentare nulla dice per una voce che riguarda da vicino studenti universitari e famiglie: il diritto allo studio. Un silenzio che fa rumore. A inquietare chi si occupa di università è infatti un fenomeno che negli ultimi anni si è gonfiato, e che con il rachitismo del diritto allo studio all'italiana è strettamente collegato: si tratta del vero e proprio esodo di studenti dagli atenei del Sud, che hanno registrato un crollo nelle immatricolazioni. Tra il 2011 e il 2015 l'università italiana ha perso nel suo complesso il 6,8% di immatricolati e la flessione si concentra quasi integralmente nel Mezzogiorno. L'analisi sul Sole 24 Ore di lunedì 2 novembre.

Piccole imprese in cerca di maggiore produttività
Se le piccole imprese italiane prendessero a modello le pari grado tedesche, il nostro Pil quest'anno crescerebbe due volte più velocemente. La tesi viene dall'ufficio studi di Hsbc, la più grande banca della Gran Bretagna, e gira attorno a un dato interessante: la produttività delle piccole imprese tedesche è più alta di quella delle Pmi italiane (58mila dollari contro 40mila per lavoratore). Anzi, le piccole imprese tedesche riescono ad avere la stessa produttività delle aziende medie italiane, quelle tra i 20 e i 49 dipendenti (che invece reggono il confronto con le omologhe tedesche). Dunque, per le aziende minori italiane è tempo di aggregarsi per poter affrontare più adeguatamente il nuovo scenario competitivo globale. Il focus sul Sole 24 Ore di lunedì 2 novembre.

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