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Piazza Affari aspetta le grandi firme della moda

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Piazza Affari aspetta le grandi firme della moda

  • –Eleonora Micheli

Molto probabilmente il debutto di Ferrari a Piazza Affari incoraggerà la quotazione di un plotone di aziende del Made in Italy. Del resto anche l’ad di Palazzo Mezzanotte, Raffaele Jerusalmi, ha parlato chiaro: «Ferrari è per Borsa Italiana un biglietto da visita nel mondo, che testimonia il lavoro fatto con le aziende del lusso, del Made in Italy e dell’eccellenza italiana». E la “Rossa”, si sa, non ha bisogno di presentazioni: «È il brand più noto e popolare», come ha sottolineato il numero uno di Borsa.

La mossa di Sergio Marchionne, presidente di Ferrari e ad di Fca, di festeggiare il secondo debutto di Ferrari a Milano a pochi mesi da quello avvenuto a Wall Street, potrebbe stuzzicare Prada a tornare in patria, dopo l’Ipo avvenuta ad Hong Kong nel giugno del 2011. Un auspicio espresso anche dal premier Matteo Renzi, che durante la cerimonia di quotazione di Ferrari, ha ringraziato Marchionne e il presidente John Elkann per la scelta fatta. Per altro, ha ricordato Renzi, proprio nel 2015 la Borsa di Milano «ha vantato la performance migliore delle piazze finanziarie occidentali». Hong Kong, invece, nel 2015 ha lasciato sul parterre quasi il 7%. La decisione, comunque, ha sottolineato Jerusalmi, spetta agli azionisti, anche se Borsa Italiana farà di tutto per rendere «appetibile» l’operazione.

Il 2016 potrebbe essere l’anno delle grandi griffe in Borsa: stanno infatti scaldando i motori per lo sbarco a Piazza Affari Valentino e Versace. Secondo indiscrezioni che ormai da settimane si rincorrono negli ambienti finanziari, il fondo del Qatar, Mayhoola for Investments, proprietario di Valentino dall'estate 2012, starebbe studiando l’Ipo con l'aiuto dell'advisor Rothschild. La maison potrebbe fare il paio con Versace, che da qualche anno sta rialzando la testa dal periodo di crisi, tanto da puntare dritto verso gli 850 milioni di fatturato nel 2017, dopo l'obiettivo di circa 650 milioni che dovrebbe aver registrato nel 2015. Nei mesi scorsi l'ad Gian Giacomo Ferraris ha dichiarato: «Ci stiamo preparando seriamente per la quotazione. L'operazione, poi, dipenderà anche da fattori esterni come l'andamento del mercato. Comunque ci faremo trovare pronti». E chissà che le due società della moda incoraggino altre aziende, come ad esempio la fiorentina Ermanno Scervino, già da tempo strutturata per sbarcare a Piazza Affari, anche senza aver mai annunciato una tabella di marcia precisa.

Lusso a parte, Jerusalmi è ottimista per il 2016, tanto da aspettarsi l'arrivo di ben 35-40 nuove società, tra listino principale e Aim. Insomma, mercati permettendo, il 2016 dovrebbe essere migliore del 2015, quando già sono state realizzate 27 Ipo. Numero che non si vedeva dal 2007 e che ha vantato anche la presenza di Poste, la più grande operazione in Europa.

Anche quest'anno si profila l'arrivo sul listino di pesi massimi come Ferrovie dello Stato. Proprio nei giorni prima di Natale il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha recapitato alle principali banche d'affari la lettera di invito per il beauty contest che porterà alla scelta dei global coordinator. È in fase più avanzata invece l'operazione di Ipo di Enav, la società che controlla e gestisce il traffico aereo e civile in Italia. A primavera dovrebbe essere quotato quotato il 49% del capitale. Sempre nei primi mesi del 2016 dovrebbe arrivare sul listino milanese Valvitalia, la società di Pavia leader nel settore delle valvole e partecipata per il 49,5% dal Fondo Strategico Italiano. Quest'ultimo sta studiando anche la quotazione Kedrion, l'azienda di farmaci plasmaderivati, e di Sia, società che opera in Europa nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture tecnologiche. Sono inoltre in odore di quotazione la Technogym di Nerio Alessandri e forse la Rainbow di Iginio Straffi, la società di animazione che ha prodotto le Winx.

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