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Pensioni, Padoan conferma: nessun intervento su reversibilità

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Pensioni, Padoan conferma: nessun intervento su reversibilità

Il governo non prevede «nessun intervento sulle pensioni di reversibilità». Lo ha confermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, durante il question time alla Camera, precisando che «tutti i trattamenti restano intatti». «La proposta di legge delega del governo - ha spiegato il ministro - lascia intatti tutti i trattamenti in essere. Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità, tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale».

Nei giorni scorsi era stato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a definire «totalmente infondata» la polemica sulle pensioni di reversibilità. Spiegando che la proposta di legge delega del Governo non solo «lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere». Ma anche sottolineando che «per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità» e che «tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale». La polemica era scoppiata sul disegno di legge delega (approvato dal Cdm il 28 gennaio) sul contrasto alla povertà che riordina anche le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale. Tra le misure ipotizzate quella di rivedere le pensioni di reversibilità (ovvero quelle erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l'assegno) agganciandole all'Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale. Con critiche arrivate anche da ambienti della maggioranza.

«Indennizzi a subordinati non in linea con Ue»
Quanto agli attesi provvedimenti sui rimborsi ai risparmiatori coinvolti nel crac delle 4 banche regionali (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti) Padoan ha spiegato che «una disposizione legislativa volta a consentire ad azionisti e obbligazionisti subordinati di beneficiare dei proventi della cessione degli enti-ponte dei ricavi della bad bank non pare in linea con la normativa comunitaria».

«Nel 2015 ritardi pagamenti diminuiti del 30%»
Sul fronte del pagamento dei debiti della Pa, il ministro ha inoltre ricordato che «nel 2015 sono state registrate sulla piattaforma circa 23 milioni di fatture per un importo complessivo di 134 miliardi. Gli enti destinatari hanno registrato sulla piattaforma le informazioni sui pagamenti che hanno effettuato di circa 10,4 milioni di fatture per 66,2 miliardi di euro. I tempi medi di ritardo semplice e ponderato di queste fatture sono rispettivamente di 12 e 9 giorni. Rispetto all'anno precedente si è registrata una riduzione circa del 30 per cento».

«No manovra, indicatori in linea con attese»
Nel suo intervento al question time oggi Padoan, rispondendo a una interrogazione della Lega che gli chiedeva di una eventuale manovra correttiva, ha assicurato inoltre che «tutti i principali indicatori relativi alla domanda interna, in particolare su consumi e occupazione sono in linea, se non migliori, rispetto alle attese del governo. Il gettito fiscale non dovrebbe soffrire di un tasso di crescita del Pil leggermente inferiore a quanto indicato dalla nota di aggiornamento al Def». E ha aggiunto che «non sussisterebbero rischi evidenti di scollamento dell'evoluzione attuale dallo scenario programmatico dello scorso autunno».

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