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Padoan: Europa a rischio come non mai, l’addio Schengen più…

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alla sapienza a roma

Padoan: Europa a rischio come non mai, l’addio Schengen più pericoloso di crisi euro

L’Europa sta vivendo «una situazione eccezionale in cui sta rischiando forse come non ha mai rischiato da quando è stata inventata». E con l'emergenza rifugiati «quello che è in discussione è il trattato di Schengen ed è più pericoloso della crisi dell'euro di qualche anno fa». È l'allarme lanciato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (intervenuto a un convegno presso la facoltà di Economia della Sapienza di Roma), secondo il quale l'Unione Europea sta affrontando «sfide severe», dal rischio Brexit ai migranti. Tra gli altri elementi di rischio citati da Padoan quello della sicurezza che rappresenta «un cambiamento fondamentale dello stato d'animo dei cittadini», nonché l'andamento dell'economia «non soddisfacente» soprattutto per l'occupazione.

Padoan: crisi Schengen più pericolosa di quella dell'euro
Sul fronte migranti, per il ministro dell’Economia la «rimettere in discussione» dell'accordo di Shengen «è più pericoloso della crisi dell'euro di qualche anno fa» perché «mette al centro diverse visioni nazionali dell'Europa che rischiano di prevalere». Quello dei rifugiati, secondo Padoan, «non è solo uno shock esogeno come lo chiamano gli economisti ma un cambiamento di stato della natura». Infatti «in molti paesi confinanti con l'Europa non ci sono più condizioni di vita dignitose e la gente vede l'Europa come un rifugio sicuro».

Ue: costi fino 18 mld anno con fine Schengen
Ma la fine di Schengen non sarebbe pericolosa per la vittoria dei nazionalismo. La reintroduzione sistematica dei controlli alle frontiere interne dell'Ue nell'area Schengen, infatti, in base alla stima ipotetica fatta dalla Commissione Ue contenuta nelle previsioni economiche di primavera, avrebbe costi diretti da 5 a 18 miliardi di euro l'anno.

“Mettere in discussione il trattato di Schengen è più pericoloso della crisi dell'euro di qualche anno fa”

Pier Carlo Padoan 

Padoan: Brexit grave perché metterebbe in moto meccanismi analoghi
Il rischio Brexit invece, secondo Padoan «è grave per due motivi: in sé perché priverebbe l'Europa di un meccanismo di integrazione, ma soprattutto perché rappresenterebbe un esempio non virtuoso di come si può uscire, pur nel rispetto di tutte le regole democratiche tramite il referendum, da un accordo». «Questo - ha proseguito Padoan - metterebbe in moto possibili meccanismi analoghi in altri paesi in un momento in cui l'Europa sta diventando, nella percezione di molti, non la soluzione ai problemi, ma un problema».

«Unione bancaria sforzo gigantesco, ma siamo a metà del guado»
Il ministro ha ricordato che l'Unione bancaria «è uno sforzo gigantesco che negli ultimi anni l'Europa ha messo in campo con una velocità sorprendente». E ha spiegato che «oggi siamo più o meno a metà del guado». Manca la «terza gamba» che è l'assicurazione comune dei depositi. «Su questo terreno - ha sottolineato Padoan - si gioca il confronto sulla condivisione e riduzione del rischio». E se è vero che alcuni temono che qualcuno «faccia il furbo e i cittadini di un Paese si ritrovino a pagare i danni di un altro paese», ciò accade, perché «non ci fidiamo l'uno dall'altro». Un gap di fiducia già denunciato ieri nel suo intervento a Bruxelles.

«Valutare un Fondo monetario europeo con risorse Mes»
Il ministro dell’Economia nel suo intervento si è spinto oltre. E ha proposto di valutare la nascita di una sorta di «Fondo monetario europeo che faciliti in modo coordinato i Paesi che hanno bisogno di essere messi in riga in termini macroeconomici e fiscali», utilizzando le risorse del Meccanismo europeo di stabilità. Padoan ha ricordato infatti che il Mes «è nato dopo la crisi greca e conta ora su 500 miliardi a cui contribuiscono tutti», ma le risorse «giacciono come in un enorme frigorifero». Perché dunque «non utilizzare quelle risorse per obiettivi comuni?» si è chiesto il ministro.

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