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Merkel e vertici Ue dal Papa: «Serve slancio nuovo per…

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la consegna del premio carlo magno

Merkel e vertici Ue dal Papa: «Serve slancio nuovo per l’Europa, costruire ponti e abbattere muri»

«I progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell'avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri». Lo ha detto papa Francesco, rivolgendosi alle autorità europee, durante la cerimonia di conferimento del premio internazionale Carlo Magno. E ha ribadito l’intenzione cogliere l'occasione del premio ricevuto «per auspicare insieme uno slancio nuovo e coraggioso per l’Europa». Francesco ha voluto dare la sveglia a «un'Europa stanca e invecchiata, non fertile e vitale, dove i grandi ideali che hanno ispirato l'Europa sembrano aver perso forza attrattiva». E ha chiesto ai leader Ue presenti in Vaticano di «accettare con determinazione la sfida di 'aggiornare' l'idea di Europa. Un'Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare».

Francesco ha lanciato un appello a un’economia sociale di mercato» che «investa sui posti di lavoro» e a favore di «coalizioni non più solamente militari o economiche ma culturali, educative, filosofiche, religiose». Angela Merkel, Matteo Renzi e i vertici dell’Unione europea (Jean-Claude Juncker, Martin Schulz e Donald Tusk) hanno partecipato in Vaticano alla cerimonia di consegna al Papa del premio internazionale Carlo Magno.

Papa: costruire ponti, abbattere muri
Per il Pontefice «i progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell'avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri». E sembrano esprimere «un accorato invito a non accontentarsi di ritocchi cosmetici o di compromessi tortuosi per correggere qualche trattato, ma a porre coraggiosamente basi nuove, fortemente radicate»

«Aggiornare idea Europa, più integrazione e dialogo»
Dal Papa è arrivato un accorato appello ad accettare con determinazione la sfida di 'aggiornare' l'idea di Europa». Un'Europa capace di dare alla luce a «un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare»ha detto papa Francesco ricevendo in Vaticano il premio Carlo Magno. In particolare «la cultura del dialogo - ha spiegato - implica guardare lo straniero, il migrante, l'appartenente a un'altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato». «Nel Parlamento Europeo - ha ricordato Francesco - mi sono permesso di parlare di Europa nonna. Dicevo agli eurodeputati che da diverse parti cresceva l'impressione generale» di un'Europa vecchia e ormai sterile. «Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell'uomo, della democrazia e della libertà?», si è domandato ad alta voce il Papa.

«In Ue tetto e lavoro a tutti, migrare non è un delitto»
In Europa dobbiamo garantire a tutti «l'accesso alla terra, al tetto per mezzo del lavoro» ha detto il Papa che ha anche reclamato un'impegno particolare perché questi diritti siano riconosciuti dall'Unione Europea ai giovani. E ha detto di sognare «un'Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo». Poi ha aggiunto: «Sogno un'Europa, in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l'essere umano».

Le motivazioni del premio “Carlo Magno” al Papa
Il riconoscimento, attribuito dalla cittadina tedesca di Aquisgrana a personalità che si siano contraddistinte per il loro ruolo in favore dei valori europei, è stato assegnato a Papa Francesco per il «suo straordinario impegno a favore della pace, della comprensione e della misericordia in una società europea di valori» in quanto «altissima autorità morale, che ci ricorda, «come ammonitore e mediatore, che in Europa abbiamo il compito e il
dovere – sulla scorta degli ideali dei padri fondatori – di dare concreta realizzazione ai principi di pace e libertà, diritto e democrazia, solidarietà e salvaguardia del Creato». L’appello finale è: «Il Santo Padre ci dia il coraggio e la fiducia per fare nuovamente
dell'Europa quel sogno che abbiamo osato sognare per oltre 60 anni».

Il “parterre” dei partecipanti alla premiazione
Nella «Sala Regia» del Palazzo apostolico vaticano, per la consegna del premio hanno partecipato, oltre alla cancelliera tedesca e al premier italiano (che in mattinata ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk), il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, l'Alto Rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini. Insieme a loro, tra gli altri, il re di Spagna Felipe VI, il granduca Enrico di Lussemburgo, la presidente della Lituania Dalia Grybauskaite. Presenti inoltre il presidente della Banca centrale Europea Mario Draghi, tra i precedenti vincitori del Premio Carlo Magno, e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. Merkel, è giunta a Roma ieri, giovedì, così come Juncker, Tusk e Schulz, per un incontro con Renzi.

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