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Al Maxxi «Extraordinary Visions», bellezze e contraddizioni…

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in occasione dei 70 anni dalla nascita della repubblica

Al Maxxi «Extraordinary Visions», bellezze e contraddizioni dell’Italia

Il Maxxi di Roma
Il Maxxi di Roma

Quaranta maestri della fotografia, italiani e internazionali, 150 immagini che raccontano l’Italia nelle sue molteplici sfaccettature. Sono gli ingredienti della mostra «Extraordinary visions. L’Italia ci guarda», aperta al pubblico al Maxxi dal 2 giugno, in occasione dei 70 anni della nascita della Repubblica Italiana. «Il Maxxi festeggia i 70 anni della nascita della Repubblica Italiana - ha sottolineato Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi - con una grande mostra fotografica. Un vero e proprio “Atlante” poetico e documentario, sociale e istituzionale, dell’Italia degli ultimi trent'anni». La mostra, aperta fino al 23 ottobre 2016, è stata curata da Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura, con un gruppo di ricerca del museo. In mostra anche «Benvenuto! Sislej Xhafa», una grande retrospettiva dedicata a un artista, ironico e dissacrante, che parla di accoglienza, migrazioni, identità.

Guccione: viaggio nelle sperimentazioni più avanzate della fotografia contemporanae
«La mostra - ha sottolineato Margherita Guccione - è un viaggio visivo tra oltre cento fotografie d’autore dei paesaggi naturali e culturali dell’Italia degli ultimi trenta anni, che restituiscono un’immagine ben lontana dallo stereotipo del Bel Paese, è un viaggio anche nei linguaggi e nelle sperimentazioni più avanzate della fotografia contemporanea». La mostra sull’Italia e le sue identità è stata sponsorizzata da Bnl Gruppo Bnp Paribas, che ha sottolineato di credere «nel valore universale della cultura come motore di crescita sociale ed economica, ritenendo che essa sia il mezzo per rendere la società più evoluta e anche più libera».

In mostra città ideali e periferie abusate
In mostra paesaggi sublimi e compromessi dal degrado, città ideali e periferie abusate, architetture d’autore e spazi urbani ai margini, comportamenti e costumi, protagonisti dell’arte e del mondo del lavoro, contraddizioni e pluralità che connotano l'identità del Bel Paese, immortalati dagli obiettivi, tra gli altri, di Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Armin Linke, Ugo Mulas, Ferdinando Scianna, Hiroshi Sugimoto, Massimo Vitali. In mostra anche il progetto Corpi di Reato di Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo: 35 fotografie di piccolo formato e la grande stampa Fascicoli del Maxi Processo 1986-1987, Palermo che raccontano le mafie invisibili e diffuse e che entreranno a far parte della collezione del Maxxi Architettura grazie al sostegno degli Amici del Maxxi.

La mostra è arricchita da video e photoscreening
Il percorso di mostra si articola in 4 sezioni (Arte, architettura, cultura; Res publica; Paesaggi contemporanei; Città, comunità, lavoro), arricchite da video e photoscreening e dal progetto speciale, Inside Out di JR cui il Maxxi ha aderito con il lavoro Costruiamo la comunità del XXI secolo, a cura del Dipartimento Educazione: un caleidoscopio di ritratti “multietnici” di grande espressività, frutto di un workshop con la scuola Guido Alessi, installati sulla facciata esterna della “Palazzina D”, l’ex caserma nella piazza del Museo.

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